Nessun credito d'imposta per l'acquisto di software per le ricette

Redazione DottNet | 10/01/2015 16:59

La Legge di Stabilità non riconosce alle farmacie pubbliche e private alcun credito d’imposta sull’acquisto di software per la trasmissione dei dati delle ricette.

La notizia deriva dall’errore di lettura in cui è incorsa la segreteria della Conferenza delle Regioni nel commentare il comma 242 della Manovra. All’origine dell’equivoco il fatto che nel testo compare un riferimento all’ articolo 50, commi 6 e 13 bis, del decreto legge 269/2003, che riconosce ai titolari un credito di imposta una tantum di 250 euro (per l’acquisto e installazione dei programmi con cui ottemperare alle disposizioni), del quale hanno già beneficiato tutte le farmacie oggi in attività.


Per ridurre la spesa pubblica la Manovra dispone un ridimensionamento di tale credito d’imposta, per una cifra che però al momento non è possibile stimare: il comma 242, infatti, si limita a dettare un lungo elenco di agevolazioni (una delle quali il credito alle farmacie di cui s’è detto) e a fissare il totale dei risparmi da conseguire attraverso la loro riquantificazione: 16,3 milioni di euro per il 2015 e 23,7 milioni a decorrere dal 2016.
Il provvedimento, dunque, interesserà soltanto le farmacie di nuova istituzione, che usufruiranno di un credito d’imposta inferiore ai 250 euro originari.

 

 

fonte: federfarma

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato