Enpam: ratei di pensione con minori oscillazioni

Pantaleo Ametrano | 19/01/2015 10:25

Adottati provvedimenti per garantire importi più stabili nelle diverse mensilità dell’anno.

Fino allo scorso anno, i pensionati Enpam, a differenza di quelli dell’Inps, dovevano fare i conti con forti oscillazioni dei ratei fra le varie mensilità dell’anno. Infatti l’Enpam applicava le addizionali (la cui entità è divenuta via via sempre più significativa) soltanto dal mese di marzo, con il risultato che a gennaio e febbraio gli importi netti erano sensibilmente più elevati di quelli dei mesi successivi. E non solo: a marzo era applicata una vera batosta, perché si trattenevano anche gli arretrati di gennaio e febbraio, e a nulla serviva il contrappeso dell’indicizzazione Istat che, ad inflazione ormai irrisoria o nulla, si traduceva in importi a credito di assai lieve entità.

Ma l’insistenza dei pensionati (molti dei quali organizzati nel sindacato Federspev) alla fine ha prodotto un risultato concreto. A partire dal rateo di gennaio 2015, infatti, per la prima volta nella storia dell’Ente, le ritenute per addizionali sono state effettuate già a partire dal mese di gennaio e non da marzo, come gli anni scorsi. In questo modo, quindi, tutti i ratei dell’anno dovrebbero avere un importo simile (salvo la mensilità di dicembre, dove non sono previste addizionali).

Nello specifico, le ritenute aggiuntive effettuate nel mese di gennaio sono relative:

- alla prima rata dell’addizionale regionale 2015, calcolata, a titolo di acconto, sulla base della stessa aliquota del 2014 e che sarà ricalcolata non appena in possesso del valore definitivo;

- alla prima rata del saldo dell’addizionale comunale 2014, salvo eventuali successive modifiche dell’aliquota di prelievo che possono produrre un conguaglio (positivo o negativo).

In realtà a marzo la pensione netta dovrebbe comunque subire una riduzione perché, a termini di legge, da quel mese decorrerà il pagamento (in nove rate) dell’acconto dell’addizionale comunale, e questo ulteriore prelievo non sarà controbilanciato dall’applicazione dell’indicizzazione che quest’anno viaggia su valori da prefisso telefonico (0,2/0,3%).