Peperoncino contro i tumori

Redazione DottNet | 09/12/2008 13:10

prostata

Il peperoncino assolutamente benefico per arterie e prostata. Studi passati e recenti attestano l’azione antisclerotica ed anestetica del peperoncino. La capsaicina, il principio attivo del peperoncino, l’alcaloide principale responsabile della sensazione di piccante prodotta dal peperoncino, ha sul sangue un'azione fibrinolitica ed anestetizzante; ed ancora, il peperoncino è una pianta dispensatrice di vitamina C e potassio con proprietà antibatteriche ed antiossidanti.
Inoltre, lo studio condotto sui topi da Soren Lehmann, del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, ha dimostrato che la capsaicina sarebbe in grado di indurre le cellule tumorali del cancro alla prostata a innescare il processo di apoptosi, ossia la morte cellulare programmata.
 

La capsaicina agisce innanzitutto mediante la riduzione dei recettori per gli estrogeni sulle cellule tumorali, inoltre agisce anche sulle cellule tumorali non ormono-dipendenti, riduce anche la produzione di PSA, la proteina antigene specifica che è utilizzata per rilevare la presenza di un cancro alla prostata attraverso un esame del sangue. Secondo Lehmann la dose somministrata ai topi corrisponderebbe, per una persona di 90 chili, a 400 milligrammi di capsaicina, pari al consumo di tre-otto peperoncini della varietà habañera, considerati i più piccanti del mondo. Il contenuto di capsaicina può infatti variare notevolmente a seconda del singolo frutto e della varietà.