Federanziani, no allo zapping dei farmaci. I pareri di Fimmg e Snami

Redazione DottNet | 22/01/2015 14:58

No allo zapping dei farmaci e alla distribuzione diretta. "Gli over 65, che rappresentano il 66% dei consumatori di farmaci, sono anche i più esposti allo zapping farmaceutico con pesanti ricadute in termini di salute e aggravio di costi per i cittadini e il SSN". E' quanto afferma FederAnziani in una nota che suggerisce anche come uscire da questo "ginepraio".

"Occorre modificare la legge - afferma la federazione delle associazioni della terza età - e far tornare il medico ad indicare il nome del farmaco "branded" o del generico, il nome del principio attivo seguito dal nome dell'azienda che lo produce. Solo così è possibile evitare i cambi di farmaco restituendo al tempo stesso al medico il suo ruolo come unico responsabile della continuità del percorso terapeutico". Dai dati dei Registri della Salute di FederAnziani, emerge infatti che ad un paziente su 3, nel corso dell'ultimo anno, è stato sostituito il farmaco abituale e la metà di questi ha subìto ulteriori sostituzioni. Lo "zapping" ha prodotto problemi ad un intervistato su 5. Basta anche alla distribuzione diretta, perchè "costringe i pazienti più fragili a un grande dispendio di tempo e denaro per ritirare i farmaci nelle farmacie ospedaliere".

 

Il 67% degli intervistati considera un disagio recarsi in ospedale a ritirare i farmaci, a causa della distanza; il 51% è costretto ogni volta a chiedere a qualcuno di accompagnarlo all'ospedale o alla Asl; il 36% dichiara di non riuscire a seguire correttamente la terapia perché non trova il tempo di recarsi in ospedale o alla Asl. Il 97%, infine, dichiara che preferirebbe avere la possibilità di ritirare il farmaco direttamente in farmacia. Di qui l'appello alla valorizzare del ruolo delle farmacie nella dispensazione dei farmaci, compresi quelli innovativi, perché possono dare capillarità alla distribuzione. Infine Federanziani chiede che le aziende produttrici di farmaci equivalenti si impegnino nell'attività di formazione e potenziamento di reti di informatori scientifici presso i medici di base

 

Si' della Federazione dei Medici di Famiglia (Fimmg) alla proposta di Federanziani, che chiede la modifica della disposizione di legge che prevede la prescrizione anche per semplice principio attivo.  Commentando i dati diffusi oggi dalla federazione delle associazioni della terza età, la Fimmg propone che il medico, in fase di prescrizione indichi il nome del farmaco "di marca", nel caso dell'originatore, e del principio attivo seguito dall'azienda che lo produce, nel caso del generico. "Ciò eviterebbe - si legge in una nota - che un paziente cronico si veda sostituire continuamente in farmacia il medicinale che assume abitualmente da anni".

 

Continua la “girandola amara”, secondo lo SNAMI, della sostituzione dei farmaci con il risultato che confezioni con differenti scritte, colori e dimensioni creano confusione e disagi ai pazienti, soprattutto anziani. Angelo Testa, leader del sindacato autonomo non ha dubbi: “Sfido qualsiasi Medico a smentire l’amarezza che viviamo nel prendere atto quotidianamente che molti pazienti, oggettivamente, “non possono non sbagliare” nella assunzione della terapia farmacologica quotidiana. Il nostro sindacato chiede alla politica che il Medico torni ad essere il solo prescrittore dei farmaci ai propri pazienti e che sia disdicevole che altri intervengano interferendo nella sua scelta terapeutica conseguenza della profonda conoscenza dell’assistito che lo ha liberamente scelto.” “Di fatto - continua Gianfranco Breccia, segretario nazionale dello SNAMI - un illogico percorso porta il farmacista a poter consegnare al nostro paziente ogni settimana una confezione di un farmaco a volte completamente differente da quella consegnata la settimana precedente. Lo scegliere per il paziente non è semplicissimo, anzi è concretamente complicato, e il risultato è la confusione nello scambiare la propria terapia con quella di un familiare o la scorretta assunzione doppia di farmaci che si ritengono diversi perché differenti sono la grandezza i colori e le scritte della confezione o delle pastiglie.”Per approfondire ancora meglio le problematiche inerenti le attuali norme che attualmente governano le prescrizioni dei farmaci - conclude il presidente Testa - che di fatto interrompono la continuità del corretto percorso terapeutico, lo SNAMI ripropone in tutta Italia per il 2015 il progetto AUDITA: aderenza e persistenza alla terapia, il problema della sostituibilità del farmaco, il disease management del paziente geriatrico polipatologico e la confusione delle “scatolette”. In sintesi approfondimento sulle problematiche legate alla prescrizione per principio attivo e le implicazioni per il medico, per il farmacista e per il cittadino.”

 

fonte: federanziani, fimmg, snami