BMJ, campagne marketing strumento per controllo rischi

Aziende | Redazione DottNet | 09/12/2008 15:21

Approvazioni più veloci di farmaci e sofisticate campagne di marketing potrebbero mettere i pazienti a maggior rischio di eventi avversi. Ma potrebbero anche essere strumenti adatti a evitare questo pericolo. A parlarne dalle pagine del British Medical Journal è David Kao, esperto della University of Colorado Health Sciences Center (Usa).

Il ricercatore ricorda che il Prescription Drug User Fee Act, che la Food and Drug Administration (Fda) ha emanato nel 1992 per velocizzare gli iter registrativi di nuovi medicinali, ha ridotto il tempo necessario al via libera da 33,6 mesi in media (relativi al periodo 1976-1986) a 16 (1997-2002). Ma l'aumento della velocità con cui un farmaco viene immesso sul mercato è proporzionale all'eventualità di dover inserire, più tardi, avvertenze sulla sicurezza, o di doverlo ritirare dal mercato. Eppure esiste un rovescio 'positivo' della medaglia: per Kao, infatti, tutte le tecniche di marketing utilizzate dalle aziende farmaceutiche potrebbero essere impiegate per avvertire i pazienti dei possibili rischi. Salvando allo stesso tempo la velocità con cui si rendono disponibili nuovi prodotti. Marketing sì, dunque, ma anche 'benefico', se utilizzato come strumento di sorveglianza post-marketing.
 

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