Farmaci e allattamento, ecco le linee guida del Ministero

Redazione DottNet | 22/01/2015 14:46

No al "fai da te" nell'assunzione dei farmaci durante l'allattamento, meglio rivolgersi al medico per le informazioni di cui si ha bisogno. Anche i farmaci da banco o i prodotti di erboristeria, perché non tutti sono indicati mentre si allatta. Questi alcuni dei suggerimenti forniti dal ministero della Salute nel documento "Farmaci nella donna che allatta al seno: un approccio senza pregiudizi".

Ecco altre dieci cose da sapere sui farmaci durante l'allattamento:

- Si' ai farmaci per le patologie croniche, come insulina per il diabete o ormoni tiroidei sostitutivi per l'ipotiroidismo. Se assunti correttamente e nelle giuste dosi non determinano effetti collaterali significativi nel neonato

- I farmaci ritenuti necessari e a basso rischio in gravidanza non e' detto che siano sicuri anche durante l'allattamento. Il medico potrebbe prescriverne altri, che a parità di efficacia siano più sicuri durante l'allattamento.

- Se si assumono farmaci prescritti dal medico durante l'allattamento meglio farlo dopo la poppata. Il corpo avrà più tempo per metabolizzarlo e al neonato arriverà la minor quantità possibile. Se necessario, e' opportuno modificare gli orari in cui si assumono i farmaci per assecondare il naturale ritmo delle poppate del bambino, e non il contrario.

- La maggior parte dei farmaci passa nel latte, ma in misura limitata o molto limitata, comunque senza determinare effetti tossici per il bambino, o dando solo effetti collaterali minori o trascurabili. Quando si tratterà di prescrivere un farmaco, il medico, oltre a valutare i possibili rischi di effetti collaterali , terrà in considerazione che un'eventuale sospensione dell'allattamento potrebbe togliere i benefici

- La valutazione viene dal medico di Medicina Generale o dal pediatra di libera scelta o dallo specialista in base alle caratteristiche del farmaco e alla situazione specifica della mamma e del bambino, a quanto riportato nel foglietto illustrativo del farmaco e ai dati della letteratura, consultando di volta in volta, se necessario, i Centri di Riferimento per l'informazione sul Farmaco

- Un farmaco è giudicato compatibile con l'allattamento al seno quando gli effetti collaterali per il bambino sono poco probabili o, se presenti, comunque poco rilevanti. Eventuali effetti collaterali nel lattante dipendono dal tipo di farmaco assunto, ma anche da come la madre e il neonato metabolizzano il farmaco

- Quando si assume un farmaco è bene, se si osservano cambiamenti nel bambino, segnalarli tempestivamente al pediatra

- Se si deve assumere un farmaco controindicato durante l'allattamento, ma solo per un periodo limitato di tempo, si potrà scegliere di tirarsi il latte e gettarlo via per il tempo di eliminazione della sostanza chimica, riprendendo successivamente l'allattamento al seno. Il latte materno, anche se verrà gettato via, va estratto dal seno con regolarità, con frequenza simile a quella della poppata del bambino: se se ne limita la spremitura per quantità e frequenza, quando si riprende ad allattare si potrebbe trovare una produzione di latte ridotta, insufficiente per le necessità.

- Se si sta allattando al seno e si sa con anticipo quando si dovrà assumere un farmaco controindicato, ci si può organizzare in modo tale da mettere da parte giornalmente una quota del latte spremuto che potrà essere somministrato al bambino nei giorni in cui non si potrà allattarlo al seno.

- Il latte materno può essere conservato in frigo a temperatura di 4 °C per 4 giorni oppure conservato nel freezer a -20°C per 6 mesi.

 

fonte: ministero salute

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