Aumenta il consumo di farmaci: al top i cardiovascolari

Redazione DottNet | 26/01/2015 13:58

Nel 2014 aumenta, sia pure lievemente, il consumo di farmaci da parte degli italiani, e quelli per il sistema cardiovascolare si confermano i più utilizzati. Nei primi nove mesi dello scorso anno, sono stati acquistati infatti 1,3 milioni di confezioni. Non sempre, però, i medicinali sono utilizzati in modo appropriato, come nel caso degli antidiabetici e dei farmaci per l'ulcera. A scattare l'istantanea di come si curano gli italiani è il Rapporto Nazionale 'L'Uso dei Farmaci in Italia - gennaio-settembre 2014', realizzato dall'Osservatorio Nazionale sull'impiego dei Medicinali (OsMed) dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e presentato dal direttore generale Aifa, Luca Pani.

(clicca qui per leggere il rapporto completo). A livello regionale, si conferma un maggior utilizzo di farmaci nel Centro-Sud, con il Lazio che si colloca al primo posto per dosi medie giornaliere per mille abitanti (1.184), seguito da Calabria, Puglia e Sardegna.  I dati relativi all'uso dei farmaci nei primi nove mesi del 2014, sottolinea Pani, ''confermano la crescita costante, pur se contenuta, dei consumi e della spesa farmaceutica totale. Gli italiani hanno acquistato in media, tra gennaio e settembre dello scorso anno, 23 confezioni di medicinali e i farmaci più utilizzati sono stati, ancora una volta, quelli del sistema cardiovascolare. La spesa pubblica, invece, vede al primo posto gli antineoplastici e immunomodulatori''.

 

I dati relativi all’uso dei farmaci in Italia nei primi nove mesi del 2014 confermano la crescita costante, pur se contenuta, dei consumi e della spesa farmaceutica totale – afferma il Direttore Generale dell’AIFA, Luca Pani. Gli italiani hanno acquistato in media, tra gennaio e settembre dello scorso anno, 23 confezioni di medicinali e i farmaci più utilizzati sono stati, ancora una volta, quelli del sistema cardiovascolare. La spesa pubblica, invece, vede al primo posto gli antineoplastici e immunomodulatori. A fronte della riduzione della spesa convenzionata (-2,2%), assistiamo alla crescita della compartecipazione a carico del cittadino e a un aumento della spesa per i medicinali acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche (+5,6%). L’analisi dei dati OsMed (clicca qui per leggere il rapporto completo) ci consente di riscontrare ancora importanti sacche di inappropriatezza nell’uso dei farmaci per il trattamento dell’ulcera e dell’esofagite, ma anche nell’uso degli antidiabetici. Per quanto riguarda l’aderenza ai trattamenti farmacologici, ampi margini di miglioramento riguardano sia gli antidepressivi che i farmaci per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie. Quasi tutte le Regioni hanno ridotto la spesa convenzionata e la Sicilia è la Regione che ha maggiormente ridotto consumi (-3,6%) e spesa pro capite(-12,0%)”.

 

Nei primi nove mesi del 2014 gli italiani hanno acquistato un totale di 1.398 milioni di confezioni di medicinali (Classe di rimborsabilità A e C), per una media di circa 23 confezioni a testa, senza variazioni rispetto ai nove mesi dell’anno precedente.

A livello di consumi in regime di dispensazione convenzionale nello stesso periodo temporale sono state prescritte 1.035,9 dosi giornaliere ogni mille abitanti, un valore sostanzialmente immutato rispetto all’anno precedente.

Per quanto concerne il consumo dei farmaci a livello regionale, si conferma un maggior utilizzo di farmaci nel Centro-Sud, con il Lazio che si colloca al primo posto per dosi medie giornaliere per mille abitanti (1.184,2 DDD/1000), seguito da Calabria, Puglia e Sardegna, mentre i consumi più bassi sono stati rilevati nella P.A. di Bolzano (764,6 dosi medie giornaliere per 1.000 abitanti), in Liguria, Veneto e Lombardia. La Sicilia è la regione che ha ridotto di più i consumi rispetto allo stesso periodo del 2013 (-3,6%), il Molise ha registrato l’incremento maggiore (+5,0%). È da precisare che la Regione Sicilia ha introdotto dal 2014 la distribuzione in nome e per conto.

 

LE CINQUE CATEGORIE DI FARMACI PIÙ PRESCRITTE

I farmaci per il sistema cardiovascolare si confermano al primo posto per consumo, ma, per la prima volta, vengono preceduti per spesa pubblica dai farmaci antineoplastici e immunomodulatori. Gli ACE-inibitori sono i più prescritti in regime di assistenza convenzionata, seguiti dai sartani e dalle statine.

La seconda categoria più prescritta rimane quella dei farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo. Gli inibitori di pompa acida si confermano saldamente al primo posto per quantità prescritte e spesa. Tra gli antidiabetici aumenta l’erogazione da parte delle strutture pubbliche e diminuisce quella dell’assistenza convenzionale per gli inibitori della dipeptidil-peptidasi 4, le insuline ad azione lunga e i biguanidi e sulfonamidi in associazione.

I farmaci per il sangue e gli organi emopoietici si collocano al terzo posto per prescrizione e al quinto per spesa complessiva. Gli antiaggreganti piastrinici sono i più prescritti nella distribuzione attraverso le farmacie, seguiti dall’acido folico e derivati. Le eparine sono al primo posto in termini di spesa. Gli antiaggreganti piastrinici esclusa l’eparina sono i più utilizzati e gli emoderivati la categoria a maggior spesa nell’ambito delle strutture sanitarie pubbliche.

I farmaci per il sistema nervoso centrale si posizionano al quarto posto per prescrizione; in regime di assistenza convenzionata gli antidepressivi sono la categoria più utilizzata, primi tra tutti gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI); gli altri antiepilettici diventano la prima categoria per spesa convenzionata. Tra i farmaci antidolorifici ad azione centrale, si registrano incrementi del consumo degli alcaloidi naturali dell’oppio e degli altri oppiacei.

Nell’ambito dei farmaci per il sistema respiratorio, la quinta categoria più prescritta, sul versante delle farmacie territoriali, antiasmatici adrenergici ed altri antiasmatici sono i primi in termini di consumi e gli anticolinergici e i glicocorticoidi in termini di spesa. Rilevanti incrementi sia dei consumi sia della spesa degli altri antiasmatici per uso sistemico nell’ambito delle prescrizioni delle strutture sanitarie pubbliche.

 

IL CONSUMO DI ANTIBIOTICI IN DIMINUZIONE

Il consumo di antibiotici in regime di assistenza convenzionata ha registrato nei primi nove mesi del 2014 una riduzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del -4,0%. Le maggiori riduzioni sono state registrate in Liguria (-7,8%), Toscana (-7,0%) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (-6,8%).


 

PROFILI DI APPROPRIATEZZA

In poco più della metà dei pazienti (55,2%) il trattamento antipertensivo viene assunto con continuità, sebbene questa percentuale sia in aumento rispetto agli anni precedenti. Bassi livelli di aderenza si continuano ad osservare anche nell’assunzione dei farmaci antidepressivi e dei farmaci per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie. Continua a migliorare l’utilizzo dei farmaci biosimilari nei pazienti avviati al trattamento con epoetina alfa, con effetti positivi sulla spesa farmaceutica.

Si continua a registrare un trend verso l’inappropriatezza nell’utilizzo dei farmaci per il trattamento dell’ulcera e dell’esofagite. Il 45,3% dei pazienti che è stato trattato nel 2014 con gli inibitori di pompa non aveva i criteri di rimborsabilità indicati dalla Nota 1 e dalla Nota 48, in crescita rispetto al 2013.


 


 

I MEDICINALI A BREVETTO SCADUTO ED EQUIVALENTI

Il 70,4% delle dosi consumate ogni giorno è costituita da medicinali a brevetto scaduto, che rappresentano anche oltre la metà della spesa.

L’utilizzo dei medicinali a brevetto scaduto continua a crescere: Molise (+21,9%) e la Provincia Autonoma di Trento (+17,3%) sono le Regioni con i maggiori incrementi rispetto al 2013.

Il consumo medio più elevato di medicinali a brevetto scaduto si registra in Emilia Romagna (73,9%), Umbria (73,6%) e Provincia Autonoma di Bolzano (73,1%), mentre Lazio (67,4%), Provincia Autonoma di Trento (68,1%) e Calabria (68,6%) sono le Regioni con i livelli più bassi.

L’Emilia Romagna (56,9%), la Toscana e l’Umbria (55,7%) sono le Regioni con la maggiore quota di spesa per medicinali a brevetto scaduto, mentre la minore incidenza è stata registrata in Lombardia (47,7%), Valle d’Aosta (48,6%) e Sardegna (48,7%).

Il pantoprazolo supera il lansoprazolo tra i principi attivi a brevetto scaduto a maggior spesa (entrambi Inibitori di Pompa Protonica).I medicinali equivalenti, i cosiddetti “generici puri”1, hanno rappresentato il 28,8% della spesa

 

LA SPESA FARMACEUTICA

Nei primi nove mesi del 2014 la spesa farmaceutica nazionale totale (che comprende i farmaci distribuiti attraverso le farmacie pubbliche e private e quelli acquistati e dispensati dalle strutture sanitarie pubbliche1), è stata pari a 19,9 miliardi di euro, il 75,6% dei quali rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

La spesa farmaceutica territoriale a carico del SSN, che comprende i farmaci distribuiti attraverso le farmacie pubbliche e private e la distribuzione diretta e per conto, è stata pari a 8.769 milioni di euro (144 euro pro capite circa), con una riduzione del -1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Osservando le principali componenti della spesa convenzionata (farmaci erogati dal SSN attraverso le farmacie pubbliche e private), si osserva che la causa della riduzione della spesa, pari al -2,2%, è stata la diminuzione dei prezzi (-3,2%) mentre si assiste allo spostamento di lieve entità dei consumi da specialità più costose verso quelle meno costose (effetto mix negativo: - 0,8%) e a un aumento delle quantità di medicinali prescritti (+1,9% in termini di dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti).

La spesa sostenuta dai cittadini per ogni compartecipazione a loro carico (ticket regionali e differenza tra il prezzo del farmaco acquistato dal cittadino e il prezzo di riferimento dei medicinali a brevetto scaduto), ha fatto registrare una ulteriore crescita, risultando complessivamente pari a 1.121 milioni di euro, con un incremento, rispetto al 2013, del +4,4%.

La spesa privata, comprendente tutte le voci di spesa sostenute dal cittadino, ha registrato una riduzione del -0,1% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Nei primi nove mesi del 2013 la spesa per i medicinali acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche è stata pari 108,8 euro pro capite, in crescita del +5,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In media sono state somministrate ogni giorno 159,4 dosi ogni mille abitanti, in aumento del +4,3% rispetto all’anno precedente.


 

LE DIFFERENZE REGIONALI NELLA SPESA CONVENZIONATA

Nei primi nove mesi del 2014 le tre regioni che hanno fatto registrate la spesa convenzionata 

(classe A SSN) più elevata sono state la Campania con 168,2 euro pro capite, la Puglia 163,1 euro e la Calabria 160,2 euro; al contrario le Provincie Autonome di Trento e Bolzano e l’Emilia Romagna hanno mostrato la spesa pro capite più bassa, pari rispettivamente a 108,1 euro, 96,9 euro e 104,1 euro; valori sensibilmente al di sotto della media nazionale di 135,3 euro.

In diminuzione la spesa convenzionata in tutte le Regioni italiane, ad eccezione della Provincia Autonoma di Bolzano e delle Marche. Le maggiori riduzioni si registrano in Sicilia (-12,0%), in Umbria (-5,5%) e in Lombardia (-5,3%). In discesa in tutte le regioni la spesa pro capite per i medicinali di classe C con ricetta. Le maggiori riduzioni nella P.A. di Bolzano (-7,2%), nel Lazio (-7,0%) e in Sicilia (-4,9%). In diminuzione in quasi tutte le Regioni la spesa per i farmaci per automedicazione, ad eccezione di Molise e Campania.


 

Il rapporto completo


 

Fonte: aifa

 

 

 

 

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