Alcuni farmaci da banco aumentano il rischio di Alzheimer

Redazione DottNet | 26/01/2015 18:35

Svariati farmaci che si prendono anche senza prescrizione medica e il cui utilizzo è molto diffuso tra gli anziani aumentano il rischio di Alzheimer e altre forme di demenza, specie se presi a dosi elevate e per un periodo prolungato: si tratta di un certo tipo di farmaci che hanno un'azione negativa su un messaggero chimico cerebrale importante (l'acetilcolina). Nella fattispecie sono alcuni antistaminici (quelli a base di Difenidramina Cloridrato), alcuni antidepressivi e farmaci per l'incontinenza urinaria.

Lo rivela un ampio studio unico nel suo genere per accuratezza, durata e dimensioni, pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine che ha preso in esame molte medicine con in comune il cosiddetto 'effetto anticolinergico' (azione contro l'acetilcolina). Lo studio è stato condotto da Shelly Gray della University of Washington che ha tracciato quasi 3500 anziani che partecipano alla ricerca "Adult Changes in Thought" (ACT).

"Gli anziani - spiega Gray - dovrebbero essere consapevoli del fatto che molti medicinali, inclusi molti farmaci da banco che non hanno bisogno di ricotta medica come alcuni sonniferi, hanno un forte effetto anticolinergico". Queste persone dovrebbero a maggior ragione comunicare al proprio medico tutti i farmaci da banco eventualmente assunti.

Tra i farmaci che possono aumentare il rischio di Alzheimer ci sono gli antidepressivi cosiddetti 'triciclici' come la doxepina che è usata anche per l'eczema; alcuni antistaminici (quelli contenenti Difenidramina Cloridrato), farmaci per l'incontinenza urinaria (antimuscarinici). Lo studio stima che persone che prendono almeno 10 milligrammi al giorno di doxepina, o 4 milligrammi al giorno di Difenidramina, o 5 milligrammi al giorno di 'ossibutinina' (contro l'incontinenza) per più di tre anni di terapia hanno un rischio maggiore di sviluppare una demenza.

 

fonte: ansa, jama