Il Veneto dice no ai tagli imposti al Fondo sanitario 2015

Redazione DottNet | 26/01/2015 18:45

Il Veneto non ci sta e si “sfila” dall’accordo sulla sforbiciata di 2,2 miliardi al Fondo sanitario 2015 che le Regioni dovrebbero portare al Governo la prossima settimana. «Diciamo no ai tagli alla sanità, che ci sono e sono pesantissimi» è la dichiarazione che il presidente della giunta, Luca Zaia, rilascia alle agenzie «i veneti di questo schiaffo si ricorderanno e per noi sarà la madre di tutte le battaglie».

Nella Conferenza delle Regioni di giovedì, spiega il governatore, il Veneto avrebbe quindi espresso parere contrario all’accordo. « E' il momento di far sapere dettagliatamente alla gente come stanno le cose» continua Zaia «e quindi elenco di seguito, voce per voce, tutto quello che il governo ci costringerebbe a rimettere in discussione: nessun aumento del Fondo sanitario per il 2015, che avrebbe significato per noi circa 200 milioni in piu'; un taglio di 500 milioni sugli 800 riservati dal Patto per la Salute agli investimenti in edilizia ospedaliera, che per il Veneto mette a rischio il nuovo ospedale di Padova e quello del Veneto orientale; il mancato rifinanziamento delle prestazioni extra-Lea; la riduzione degli investimenti in macchinari, ai quali destiniamo ogni anno 70 milioni di euro; la necessità di porre un limite alla spesa per i farmaci oncologici ad alto costo, tenendo presente che due giorni di terapia possono arrivare a costare 60 mila euro; l’impossibilità di dare copertura al 100% del turnover del personale; il blocco dello sviluppo d elle campagne vaccinali, che in Veneto prevede per il 2015 l'erogazione gratuita del vaccino contro il papilloma virus anche ai giovani maschi».
La Regione, dunque, annuncia barricate e ricorsi «in ogni sede giurisdizionale» contro la Legge di stabilità. «Il nostro no» fa sapere da parte sua l’assessore alla Salute del Veneto, Luca Coletto «è stato fatto verbalizzare da me in persona, quindi non si parli di accordo raggiunto tra le Regioni. Basta e avanza per affermare che si sta dando un colpo mortale al diritto costituzionale alla salute uguale per tutti sancito dall'articolo 32 della Carta. Alla fine del massacro sul Veneto cadranno tagli per non meno di 240 milioni».

 

fonte: federfarma

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