De Cicco (Roche): il payback pesa sui nostri bilanci

Redazione DottNet | 29/01/2015 19:26

Roche spa registra un fatturato in flessione del 3% rispetto al 2013. Pesa sui risultati il payback ospedaliero, una vera e propria tassa sull’innovazione.

Roche S.p.A. ha chiuso l’esercizio 2014 con un fatturato complessivo di 820,3 milioni Euro, in flessione del 3,3% rispetto al 2013.

“In un contesto normativo ed economico complicato, i risultati di Roche Italia sono in flessione. - commenta Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato di Roche S.p.A. – I risultati sono stati pesantemente penalizzati dalla nostra contribuzione al payback ospedaliero, un meccanismo iniquo che colpisce, paradossalmente, le aziende che investono maggiormente in innovazione e che offrono rivoluzionarie opzioni terapeutiche, cambiando la storia di alcune patologie come il tumore del seno”.

Nel 2014 Roche ha continuato a portare un beneficio clinico a migliaia di pazienti in Italia, grazie all’introduzione di farmaci innovativi come Perjeta e Kadcyla per la cura del tumore HER2 positivo, alla disponibilità di formulazioni sottocutanee per Herceptin e RoActemra e ancora per l’aggiunta di importanti indicazioni ai farmaci già in commercio, come Avastin nel tumore dell’ovaio, MabThera nella cura delle vasculiti ANCA-Associate e RoActemra nell’artrite idiopatica giovanile poliarticolare. Senza il payback il fatturato di Roche S.p.A. avrebbe registrato una crescita del 3% circa, del tutto vanificata dall’impatto di questa “tassa” sull’innovazione.

Siamo pienamente consapevoli della difficile situazione economica in cui versa la sanità pubblica nel nostro Paese – spiega Maurizio de Cicco – e per questa ragione siamo stati i primi in Europa a concordare con le Autorità Regolatorie meccanismi di rimborso sulla base dell’efficacia terapeutica dei farmaci innovativi. Anche nel 2014 abbiamo confermato la nostra piena disponibilità nel fare la nostra parte e trovare soluzioni sostenibili per il sistema salute, negoziando ad esempio la prima combinazione di due farmaci biologici, Perjeta ed Herceptin. Per la prima volta si è definito un costo-terapia’, con un risparmio significativo per il Sistema Sanitario rispetto al costo dei due singoli farmaci. - continua  Maurizio de Cicco – Il vincolo però di un meccanismo iniquo come quello del payback ospedaliero, che costringe le aziende maggiormente impegnate in innovazione a risanare lo sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera – peraltro sottostimata e non adeguatamente finanziata – è ormai diventato insostenibile”.

Il payback sullo sforamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera, sostenuto da Roche in maniera quasi doppia rispetto alla quota del mercato ospedaliero detenuta, è stato pari a oltre 62 milioni di euro, in pratica uno sconto ulteriore del 10% sui farmaci Roche. Inoltre, l’Azienda ha finora restituito al Sistema Sanitario Nazionale 40 milioni di Euro come effetto degli accordi negoziali innovativi conclusi con AIFA.

In un contesto normativo e regolamentare troppo spesso imprevedibile e soggetto ad invasioni di campo contrarie alla logica e al rispetto delle competenze, come verificatosi nella vicenda Avastin/Lucentis, è sempre più arduo per Roche Italia vincere le resistenze con le quali saranno valutate in futuro opzioni di investimento industriale e tecnologico nel nostro Paese. Infatti il Gruppo Roche ha annunciato un importante sviluppo presso il proprio sito produttivo di Segrate, la cui definitiva conferma e realizzazione è però in fase di valutazione.

Roche nutre grandi attese per il 2015, confidando che i percorsi di collaborazione avviati  con le Istituzioni, a partire dal Ministro della Salute, si concretizzino in interventi a favore di un settore indiscutibilmente riconosciuto come strategico per il nostro Paese, anche in riferimento ai tavoli di lavoro per la governance del Sistema appena annunciati.

Roche conferma inoltre il proprio impegno in patologie con bisogni medici altamente insoddisfatti. Ne è una testimonianza la recente acquisizione di InterMune, che segna l’ingresso di Roche in una nuova area terapeutica grazie al pirfenidone, prima cura innovativa a registrare importanti dati di sopravvivenza per i pazienti affetti da una grave malattia respiratoria, quale la fibrosi polmonare idiopatica.

“Con InterMune condividiamo gli stessi valori e lo stesso approccio strategico, - conclude de Cicco – impegnandoci a ricercare continuamente soluzioni terapeutiche capaci di fare la differenza nella qualità di vita dei pazienti”.

Fonte:  Roche