Rinviati a giudizio tre dirigenti Enpam: investimenti a rischio

Redazione DottNet | 29/01/2015 19:57

Tre ex dirigenti dell'Enpam sono stati rinviati a giudizio per aver scelto di investire, a partire dal 2006, quasi tre miliardi di euro in prodotti finanziari derivati che per le loro caratteristiche presentavano un alto rischio di redditività.

Lo ha deciso il gup Massimo Di Lauro che ha stralciato la posizione dell'ex presidente dell'ente, Eolo Parodi, per motivi di salute. Il processo è stato fissato per il 12 maggio davanti all'ottava sezione penale. Davanti ai giudici dovranno comparire Roberto Roseti, ex responsabile della gestione degli investimenti finanziari Enpam, Leonardo Zongoli, ex direttore generale e poi consulente, e Maurizio Dallocchio, docente di economia aziendale alla Bocconi e per un periodo consigliere dell'ente. Truffa aggravata e ostacolo agli organi di vigilanza (ministero del Lavoro e dell'Economia) sono i reati ipotizzati. Il gup ha riconosciuto l'Enpam, difesa dagli avvocati Gaetano Scalise e Antonio Fiorella, come parte civile.

 

 

"Siamo fiduciosi che la giustizia farà rapidamente chiarezza sui fatti oggetto di questo procedimento nel quale siamo stati ammessi come parte civile". E' il commento del presidente della Fondazione Enpam Alberto Oliveti, riferendosi al processo che vede imputati tre dirigenti della Cassa di previdenza dei medici ed odontoiatri, rinviati a giudizio per aver scelto di investire, a partire dal 2006, quasi tre miliardi di euro in prodotti finanziari derivati che per le loro caratteristiche presentavano un alto rischio di redditività. Il gup ha riconosciuto l'Enpam come parte civile. "Oggi il patrimonio dell'Enpam è in sicurezza - ha aggiunto Oliveti - e ciò grazie a una riforma del modello di gestione degli investimenti avviata già da alcuni anni e che si impernia sulla massima prudenza, sull'attenzione ai costi, su procedure tracciabili e sulla diversificazione".

 

 

Rispetto all'epoca oggetto di indagine la situazione finanziaria è molto cambiata: attualmente gli strutturati rappresentano il 14% del patrimonio netto della cassa dei medici e dei dentisti e nel corso del 2014 hanno reso circa il 7%. "Nonostante il buon andamento registrato negli ultimi anni, riteniamo che questo tipo di investimenti non sia in linea con le finalità di un ente previdenziale", precisa ancora il presidente. In applicazione delle attuali strategie di investimento dell'Enpam, il peso degli strutturati è destinato a diminuire ancora: a fine 2015 toccherà quota 11% del patrimonio totale per poi calare sino al 6% a fine 2016.

 

 

fonte: ansa, enpam

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