Roma, Farmacap sarà liquidata

Redazione DottNet | 02/02/2015 20:52

Farmacap, la partecipata del Campidoglio che gestisce le farmacie comunali di Roma, non può essere privatizzata e quindi dovrà essere liquidata. È quanto emerso in una riunione in Campidoglio tra l'assessore al Bilancio Silvia Scozzese e la maggioranza.

Nessuna privatizzazione in vista per Farmacap, la partecipata del Campidoglio che gestisce le farmacie comunali di Roma con bilanci in rosso. Tramonta per ora l'idea dell'ingresso di soci privati e di una sua ricapitalizzazione, mentre all'orizzonte si staglia l'ipotesi di liquidazione, già messa nero su bianco dalla giunta Marino nel bilancio 2015. Sul tema è impasse in Assemblea capitolina, dove la maggioranza non riesce a garantire il numero legale. Farmacap non può essere privatizzata e quindi dovrà essere dismessa: sembra non abbia usato mezzi termini l'assessore al Bilancio Silvia Scozzese durante l'incontro avuto questa mattina con la maggioranza sul futuro dell'azienda speciale. Una riunione che si è voluta fare prima del Consiglio comunale, in cui si è discussa la delibera che prevede la trasformazione di Farmacap in una Spa, presentata dal consigliere del Movimento Cantiere Italia Mino Dinoi. Secondo quanto si apprende il motivo dell'impossibilità di privatizzare è da ricercare in una legge nazionale che vieta la ricapitalizzazione di aziende che abbiano un esercizio in perdita da tre anni consecutivi. Farmacap è a quota quattro. Il dibattito si è poi spostato in Aula Giulio Cesare, dove c'è stato un acceso e serrato confronto tra maggioranza e opposizione con un botta e risposta a suon di regolamento.

 

Dopo l'illustrazione del provvedimento da parte del primo firmatario Dinoi, Sel ha chiesto che la delibera non fosse votata ma rinviata in commissione per un ulteriore approfondimento. "C'è la necessità di un approfondimento dentro la prospettiva di rilancio e riforma di Farmacap - secondo il capogruppo di Sel Gianluca Peciola -. Chiedo quindi l'accantonamento e il rinvio della delibera in Commissione". La richiesta è stata messa al voto dalla presidente dell'assemblea capitolina Valeria Baglio ma la votazione è stata nulla perché è caduto il numero legale e la seduta è stata sospesa e mai più riaperta. "Dal punto di vista regolamentare - commenta Dinoi - non capisco la richiesta fatta da un collega, capogruppo di una forza politica, che mi chiede di ritirare la delibera per approfondirla in commissione. Se la delibera prevede la trasformazione in Spa e Sel è contraria alla privatizzazione perché Peciola mi chiede in Aula di rinviare la delibera in commissione? Si voti la delibera e basta. Bocciatela se avete il coraggio". Ed aggiunge: "Votare a favore di questa delibera significa davvero dare una speranza ai lavoratori e rilanciare il servizio. Votare contro non lascerà alternativa alla dismissione dopo l'atto di giunta del 30 dicembre scorso. Ora oltre 300 lavoratori rischiano il posto". "Il fatto che Farmacap non possa essere privatizzata - precisano poi da Sel - non può portare meccanicamente a determinarne la liquidazione".

 

Le opposizioni insorgono, dal Movimento 5 Stelle alla Lista Marchini fino a Forza Italia. "Anche oggi - dice il consigliere forzista Ignazio Cozzoli -, nonostante gli sforzi del prode condottiero Panecaldo (Pd, coordinatore della maggioranza, ndr) in Aula Giulio Cesare è mancato il numero legale tra defezioni nel Pd e nella lista civica. Se continua così per la prossima sessione di bilancio consiglieremo di ammanettare i colleghi agli scranni al fine di evitare assenze per aperitivi e similari". "Il sindaco Marino liquida Farmacap per manifesta incapacità - dice Alessandro Onorato (Lista Marchini) -. In questi due anni ci saremmo aspettati un reale risanamento dell'azienda, e invece Marino è riuscito perfino a fare peggio del passato e ora è costretto a svendere le farmacie comunali e a lasciare senza lavoro oltre 350 persone". Oggi altro round in assemblea capitolina dove i lavori riprenderanno nel pomeriggio proprio dalla votazione sulla proposta di 'accantonamento' della delibera avanzata dalla maggioranza.

 

 

fonte: ansa

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