Medici di famiglia verso lo sciopero: la Sisac boicotta

Redazione DottNet | 02/02/2015 22:30

Si prospetta una primavera ''calda'' per i medici di famiglia che proseguono nello stato di agitazione e che si dicono pronti ad incrociare le braccia contro lo stallo della trattativa e a difesa della liberta' di scelta dei camici bianchi da parte del cittadino che scomparirebbe con il nuovo accordo con il Servizio Sanitario Nazionale. Il paziente, temono i medici, potrebbe infatti trovarsi a scegliere la struttura di riferimento per l'assistenza della medicina di base e non piu' il nome del professionista

Il sindacato denuncia "l'atteggiamento di boicottaggio'' della Sisac del tavolo del rinnovo della convenzione e minaccia lo sciopero. Tutte le segreterie regionali chiederanno un incontro urgente ai singoli Governatori e il 28 marzo verrà presa la decisione finale.  Per il Consiglio Nazionale della FIMMG sono molti i punti critici della proposta dell'agenzia che si occupa di contrattare il rinnovo delle convenzioni, a partire da modelli di assistenza sul territorio ''già falliti nell'organizzazione della assistenza ospedaliera'' che si traducono in una struttura come unica interfaccia assistenziale per il cittadino, la perdita della capillarità dell'assistenza, il finanziamento della struttura attraverso la depauperazione del monte retributivo professionale, senza alcun investimento regionale.



Ma i medici si dicono anche preoccupati per la ''cancellazione conseguente della libertà di scelta del proprio medico di fiducia''. Il Consiglio Nazionale della FIMMG, invece da tempo sostiene un modello assistenziale fondato sul mantenimento della liberta' di libera scelta del medici di fiducia. "Il contratto - sottolinea il segretario generale nazionale Fimmg Giacomo Milillo - è fermo dall'aprile scorso e doveva risolvere tutta una serie di problematiche tra cui la gestione dei pronto soccorso". E aggiunge: "Dopo 3 anni di fermo del Patto della Salute ora le Regioni rinunciano ai 2 miliardi di aumento del Fondo sanitario nazionale che potrebbero tradursi in ulteriori nuovi tagli di servizi al cittadino". Oltre a denunciare il fallimento dei modelli gestionali e l'organizzazione della assistenza ospedaliera la Fimmg propone un modello assistenziale fondato sulla rimodulazione del finanziamento orientato a dare risposte immediate ai bisogni dei cittadini, una prossimità delle cure, la salvaguardia della libertà di scelta e il potenziamento dei supporti organizzativi, diagnostici e terapeutici del territorio. "E' indispensabile - continua Milillo - che questi temi vengano immediatamente affrontati su un tavolo che abbia competenza politico-programmatica". Da qui la mobilitazione dei dirigenti del sindacato per il 28 marzo e per la messa in atto delle necessarie azioni di lotta sindacale, compreso lo sciopero.

 

 Dalla Sisac la risposta non si è fatta attendere. A ribattere, come riporta QS, è Franco Rossi, presidente della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC). Per Rossi è in discussione la Legge Balduzzi e del Patto per la Salute e per quanto riguarda i fondi appare impossibile per Regioni garantire a tutti gli studi medici tutti i fattori produttivi e poi. Sisac aggiunge invece che hanno cercato di favorire il dialogo tra i sindacati e la controparte politica. E Rossi chiarisce anche che i nodi sono politici, uno legato alle risorse per finanziare i fattori produttivi delle nuove forme organizzative della sanità territoriale (AFT e UCCP) e l’altro riguarda il lavoro in gruppo. Il manager della Sisac entra nel dettaglio, come si legge su QS: “Sul tema della riallocazione delle risorse la legge Balduzzi specifica che le nuove AFT e UCCP sono a carico della finanza pubblica ma devono essere organizzate ad iso risorse. E nell’Atto d’indirizzo si specifica proprio come per creare queste forme organizzative occorre riallocare le risorse. Qualche professionista perderà qualcosa ma a beneficio di tutti. I Sindacati però fanno finta di non capire che c’è questo vincolo dell’invarianza delle risorse e che va indicata la fonte di finanziamento quantomeno per le AFT. A me sembra che sia la Fimmg che non vuole aprire il tavolo di trattativa, la stessa Fimmg che ha sollecitato la riforma Balduzzi, salvo poi pentirsi perché non sono state stanziate risorse aggiuntive. E poi voglio ricordare che con i problemi economici che ci sono è impossibile per le Regioni garantire a tutti gli studi medici tutti i fattori produttivi”.
 

Secondo la Sisac la Fimmg punta sui medici di medicina generale sempre più autosufficienti e individualmente valorizzati a danno del lavoro di gruppo. Per Rossi l’obiettivo della legge Balduzzi è di garantire un’assistenza h24. “È chiaro che il cittadino – dice Rossi a QS - non potrà sempre trovare il suo medico di fiducia presente nella AFT ma in sua assenza potrà trovare un altro collega che conosce il suo profilo sanitario ed è in grado di garantire la continuità delle cure. Insomma, se non è presente il proprio medico di fiducia il cittadino avrà un’altra possibilità senza per forza dover ricorrere per esempio all’ospedale” Tutto ciò con gli AFT organizzati e collegati con le UCCP, cioè un'unica sede pur facendo lavorare i medici nei loro studi integrati però con le aziende sanitarie. Intanto medici di famiglia e pediatri sono fermi sulle loro posizioni.

 

fonte: fimmg, ansa, QS