Piano anti corruzione nella sanità: dipendenti delatori

Redazione DottNet | 02/02/2015 21:31

Tutela del dipendente che segnala comportamenti illeciti, rotazione negli incarichi e individuazione delle aree più a rischio: sono questi alcuni degli interventi che il ministero della Sanità mette in campo contro la corruzione nel suo Piano Anti Corruzione triennale 2015/2017, appena pubblicato sul suo sito.

Contro appalti truccati, dirigenti incompatibili o scelti non secondo i dovuti criteri in sanità arriva il nuovo Piano Anti Corruzione del ministero della Salute, che individua le aree più a rischio di corruzione e stabilisce la rotazione negli incarichi, nuove ipotesi di incompatibilità negli incarichi e invita i dipendenti a segnalare i comportamenti illeciti per via telematica, garantendo che la loro identità non venga rivelata. Il piano, della durata di tre anni, redatto in ottemperanza alla legge n.190 del 2012 per la prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione, parte definendo come corruzione tutte le varie situazioni in cui, nel corso dell'attività amministrativa, si riscontra l'abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato per trarne vantaggi privati.

 

 

E si definiscono le attività a più elevato rischio di corruzione: autorizzazione o concessione; scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi; concessione ed erogazione di sovvenzioni e contributi, e concorsi e prove selettive per l'assunzione del personale. Tra gli interventi anticorruzione previsti c'è l'identificazione del potenziale conflitto di interessi, con astensione in caso si debbano adottare pareri e valutazioni, e la rotazione dei dirigenti e del personale. Per questi ultimi, nei settori più a rischio, è stabilita una rotazione ogni 5 anni. Il Piano definisce inoltre i casi di inconferibilità e incompatibilità di incarichi dirigenziali interni ed esterni, stabilendo che un incarico non potrà essere conferito a chi è stato condannato, anche con sentenza non passata in giudicato, per reati contro la pubblica amministrazione.

 

 

C'è inoltre un paragrafo dedicato al 'whistleblower', cioè il dipendente che segnala eventuali illeciti all'autorità giudiziaria o al suo superiore. In caso faccia una denuncia, non può essere sanzionato, discriminato né licenziato. E viene predisposto un sistema informatico di segnalazione che assicura l'anonimato del segnalante e la riservatezza del presunto autore dell'illecito. La asl di Milano già dallo scorso maggio ha predisposto gli appositi strumenti perchè i dipendenti possano denunciare episodi di corruzione tramite l'intranet aziendale. Ma, come spiega Giovanni Cialone, responsabile prevenzione della corruzione dell'asl, ''finora nessun dipendente ha fatto segnalazioni. Tra l'altro, dallo scorso novembre, tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, e quindi anche delle asl, possono fare le loro segnalazioni direttamente all'Autorità nazionale anticorruzione, dal suo sito. Insomma, gli strumenti ci sono, ora bisogna solo usarli. Forse ci vorrà del tempo''.

 

 

Fonte: ansa

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