Vicenda Farmacap: addio spa, liquidazione alle porte

Redazione DottNet | 03/02/2015 19:35

Sembrerebbe sempre più vicina alla liquidazione Farmacap, la partecipata al 100% del Campidoglio che gestisce le farmacie comunali di Roma. Tramonta in assemblea capitolina l'idea di trasformarla in Spa, con l'ingresso di soci privati.

E in maggioranza è impasse, con divergenze di vedute: mentre Sinistra Ecologia e Libertà si dice totalmente contraria alla scelta dell'assessore al Bilancio Silvia Scozzese di dismettere l'azienda, qualcuno nel Partito democratico si mostra possibilista. Intanto il M5s presenta un esposto in Procura e i lavoratori di Farmacap si dicono pronti a scendere in piazza ed annunciano una protesta sotto il Campidoglio per il 10 febbraio. Ieri l'assemblea capitolina ha dato il via libera all'accantonamento della delibera su Farmacap. L'Aula ha dato l'ok, con 20 voti favorevoli, nessun contrario ed un astenuto, alla richiesta avanzata ieri dalla maggioranza di non votare il provvedimento ma di farlo ritornare in commissione per un ulteriore approfondimento. La delibera, presentata dal consigliere del Movimento Cantiere Italia Mino Dinoi, prevedeva la trasformazione in Spa dell'azienda speciale.

 

 

"Adesso sono curioso di vedere cosa accadrà nelle commissioni - commenta Dinoi - ma un fatto resta: la maggioranza consiliare ha avuto un anno per trovare una soluzione e scongiurare entro fine dicembre la liquidazione e invece l'assessore Scozzese dovrà assumersi la responsabilità di una scelta drastica perché i suoi non hanno avuto il coraggio. Il mio pensiero oggi va ai lavoratori". Per Sel l'operazione liquidazione, messa nero su bianco dalla giunta Marino nel bilancio 2015, "non convince": "Vi sembra sensato privatizzare le farmacie in periferia? Questi presidi medici - dice il capogruppo di Sel Gianluca Peciola -, dopo una eventuale vendita, scommettiamo che da quei posti andranno via? Noi non ci stiamo ad abbandonare dei presidi socio-sanitari togliendoli alla periferia. Per una delibera delicata come questa serve un approfondimento e chiediamo di aprire un tavolo con l'assessore Scozzese". Qualcuno nel Pd non si dice contrario all'idea di liquidare l'azienda: "Dobbiamo attenerci alle norme nazionali - sottolineano i dem - Oggi inizieremo un percorso ordinato che è finalizzato a cambiare profondamente Farmacap e le altre partecipate. E che ha come obiettivo quello di salvaguardare i livelli occupazionali".

 

 

Altri vedono di buon occhio la strada della trasformazione in società per azioni, la stessa indicata dalla delibera di Dinoi - "Non l'abbiamo votata perché era carente di riferimenti normativi" si giustificano dal Pd. E proprio oggi ci sarà un incontro tra la maggioranza e la 'lady dei conti' del Campidoglio per affrontare il tema liquidazione delle partecipate. Sel ha chiesto oggi di fare uno "spacchettamento" nell'universo municipalizzate e di preparare "un dossier su ogni partecipata che si vuole dismettere perché non si può fare un unico calderone". "Serve un'operazione di verità" chiosa Peciola. Anche per la Cgil l'operazione liquidazione Farmacap "non è la soluzione, anzi lascerebbe Roma priva di questa risorsa fondamentale in grado di garantire servizi socio-sanitari essenziali". Anche M5s capitolino va all'attacco.

 

 

La consigliera comunale Virginia Raggi in Aula ha annunciato un esposto alla procura "sulla base di alcune mire speculative che sono state poste in essere su Farmacap". "Il piano industriale su Farmacap ci dice che l'azienda può fare i numeri. Ciò significa profitti veri. E' per questo che grossi gruppi privati del settore sono pronti ad entrare in azione", ha spiegato il capogruppo Marcello De Vito. I lavoratori delle farmacie comunali intanto sono sul piede di guerra. La prossima settimana, il 10 febbraio, saranno in piazza sotto il Campidoglio per far sentire la loro voce. E oggi hanno ribadito il loro no alla privatizzazione o alla dismissione, lanciando le loro proposte sul futuro dell'azienda: rilanciare Farmacap trasformandola in un ente fornitore, puntando all'integrazione socio-sanitaria con servizi di prossimità quali assistenza agli anziani, sostegno psicologico e autodiagnostica. Fino a pensare di farle diventare delle Case della Salute.

 

 

 

Fonte: ansa

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