Oncologi ospedalieri: per ridurre i tempi occorrono reti regionali

Redazione DottNet | 04/02/2015 19:13

"Troppi pazienti rischiano di non fare gli esami giusti al momento giusto e nel centro adatto. Organizzare in tutte le Regioni italiane Reti oncologiche e Percorsi diagnostico-terapeutici ed assistenziali 'ingegnerizzati' può far viaggiare più rapidamente le conoscenze, muovere i medici tra i diversi centri per assicurare le migliori competenze, spostare i pazienti solo quando necessario"

 E' il suggerimento del Presidente CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri) Gianpiero Fasola in occasione dell'odierna Giornata Mondiale Contro il Cancro, insieme al gruppo di lavoro nazionale promosso da Cipomo, AIOM e Agenas, che sta lavorando ad una specifica proposta. "Attualmente esistono troppe differenze nell'organizzazione tra le Regioni e la misurazione di qualità ed esiti non è ancora diffusa. Il Corso "Oncology Management Fast Track" poi, partnership tra CIPOMO e l'Università Bocconi di Milano, sta formando i Primari del futuro. Comunicare con empatia e onestà ai pazienti - si legge nella nota- la loro situazione clinica e integrare meglio le cure palliative potrebbe evitare molti trattamenti futili".

 

"Siamo favorevoli a modernizzare l'organizzazione , costruire Gruppi multidisciplinari strutturati o Unità per patologia - prosegue il presidente - nell'ambito delle nuove Reti oncologiche, e a favorire la concentrazione delle competenze quando sia utile. Alcune semplificazioni alle quali assistiamo però, con la cancellazione della autonomia organizzativa delle Unità di Oncologia, rischiano di far retrocedere l'organizzazione agli anni '60". ''Lavorando su questi temi assieme ai pazienti ed alle istituzioni si possano fare nei prossimi mesi - conclude Fasola- molti passi avanti nella cura del cancro."

 

fonte: cipomo