Guidi contro Lorenzin sulle liberalizzazioni: nel mirino le farmacie

Redazione DottNet | 05/02/2015 19:28

Le liberalizzazioni si faranno. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi intervenendo ad Agorà su Rai3. E tra le varie norme non mancheranno quelle sulle farmacie, nel mirino del Governo da tempo. Ma il ministro Lorenzin non ci sta.

E' scontro tra i ministri Guidi e Lorenzin sul tema delle liberalizzazioni, dopo l'annuncio della titolare del dicastero dello Sviluppo economico che il governo sta lavorando a un dossier sulle liberalizzazioni "ampio" che sarà pronto nei prossimi giorni e conterrà norme sul trasporto pubblico locale, sulle farmacie, sull'energia e sulle poste. Il 'pacchetto' riguarderà dunque anche il settore dei farmaci e l'ipotesi di liberalizzazione dovrebbe portare ad un'apertura alla vendita dei farmaci di fascia C (a carico del cittadino) anche nelle parafarmacie o, con ricetta, nei supermercati. Una prospettiva che vede fortemente contraria, secondo quanto si apprende, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e per varie ragioni: si metterebbe a rischio la sicurezza dei pazienti, si andrebbe incontro ad un aumento della spesa farmaceutica e la conseguenza sarebbe la probabile chiusura delle farmacie rurali e dei piccoli comuni, che rappresentano importanti presidi per la salute sul territorio. Insomma, rileverebbe il ministro, si 'smonterebbe' la rete territoriale delle farmacie, facendo venire meno uno degli 'architravi' del Patto per la salute identificato proprio nelle farmacie dei servizi. Fortemente contraria al progetto di liberalizzazione anche la presidente di Federfarma, la Federazione che rappresenta le oltre 16.000 farmacie private, Annarosa Racca: "Bisogna dire no alla ricetta medica nei supermercati, perchè è autolesionista uno Stato che smonta pezzo per pezzo un servizio pubblico che funziona e che viene erogato da operatori privati in nome e per conto dello Stato stesso".

 

Ulteriori interventi "a danno del servizio farmaceutico, già oggetto negli anni passati di ripetute misure di deregolamentazione, sono improponibili perché - sottolinea - finirebbero per avvantaggiare unicamente i grandi gruppi commerciali". Infatti, spiega Racca, "le multinazionali della grande distribuzione che nei loro Paesi di origine non sono riuscite a ottenere la possibilità di vendere nei loro ipermercati anche i farmaci, stanno cercando di ampliare il proprio business in Italia, unico Paese al mondo in cui diventerebbe possibile acquistare medicine con ricetta medica al di fuori delle farmacie". Il risultato, "sarebbe aumentare drasticamente il rischio di abuso di farmaci, rinunciare a qualsiasi forma di monitoraggio e non poter più avere la certezza che un farmaco ritenuto a rischio possa essere ritirato dalla vendita entro poche ore, come avviene oggi".



Racca ricorda come "abbiamo dalla nostra parte anche la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea che, nelle loro sentenze, hanno ripetutamente sottolineato come le regole che ordinano il servizio farmaceutico italiano sono a garanzia dei cittadini e dell'efficacia dell'assistenza". Posizione opposta quella espressa dal presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane, Davide Gullotta: "Adesso tocca al premier Renzi scendere in campo al fianco del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi affinché la proposta di legge in questione trovi la più ampia condivisione a livello di governo", a fronte di chi "da sempre - conclude - lavora nell'intento di preservare all'infinito i propri privilegi".


 

Fonte: ansa

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