Riscopriamo il peeling all’acido glicolico al 70% - Seconda sezione

Dermatologia | Paola Conforto | 10/02/2015 10:48

Pseudofollicolite della barba in trattamento con acido glicolico al 70%.

Secondo caso

Uomo, 22 anni, studente universitario. Si presenta alla mia osservazione per la prescrizione di terapia antibiotica, già eseguita in vari cicli, per la sua acne persistente, così lui la definisce, che gli deturpa le guance già da un anno.

In questo primo incontro ha la barba lunga oltre un centimetro, disomogenea poiché in alcuni punti le cicatrici hanno preso il posto di una normale diffusione dei bulbi piliferi. Il paziente è a disagio. Dal prurito si arriva fino al dolore in alcune zone.

Per quello che posso valutare, non mi sembra che gli antibiotici stiano facendo effetto. Indago meglio. Il paziente va in palestra, fa le saune e frequenti docce. Tutti questi sono comportamenti che alimentano una infiammazione cutanea di base, gli spiego e che se vogliamo riportare la cute ad uno stato di normalità vanno evitati.

Lo invito a tornare ad un successivo controllo, dopo aver “fatto” la barba, per valutare meglio i danni e gli consiglio di applicare dei topici a base di antibiotico e cortisone. Dopo una settimana il paziente torna a controllo: la cute, dopo la rasatura della barba, è valutabile ed appare ispessita, piena di piccole cicatrici e segni evidenti di pseudofollicolite.

Gli propongo proprio per le proprietà dell’acido glicolico al 70% di essere levigante e ristrutturante di eseguire dei trattamenti. Potrà ricrescere la barba se preferisce, ma dovrà evitare 48 ore prima di rasare la barba e di applicare sostanze a base alcolica, come profumi e lozioni.

Inoltre dovrà evitare anche l’applicazione di creme a base di cortisone. Gli prescrivo quindi una antibiotico topico da applicare dopo l’uso di un detergente a base di clorexidina. Dovrà anche evitare di fare attività fisica o esporsi a fonti di calore dopo il peeling. Il numero dei trattamenti di peeling da eseguire potrebbero essere numerosi. Levigare e ristrutturare la pelle è un percorso graduale.

In alcune sedute si potrà presentare un effetto di svuotamento dei follicoli infetti, dal pus e dal materiale sebaceo intrappolato ormai da molto tempo. Non sempre a fine seduta si avrà quindi un aspetto migliorativo, ma ci sarà comunque un effetto cicatrizzante che nei successivi giorni al trattamento porterà a guarigione completa, senza esiti cicatriziali.

Per un effetto più valido sulle vecchie cicatrici i tempi di applicazione dell'acido glicolico dovrebbero essere superiori, ma il limite è dato, oltre che dalla tolleranza del paziente, al pizzicore tipico del trattamento, al distretto cutaneo trattato. La pelle del viso è più sensibile agli effetti collaterali del peeling, come l'arrossamento persistente per qualche ora. Fatte queste premesse iniziamo i trattamenti.

Ci vorranno sei mesi di trattamenti settimanali, ma alla fine con grande soddisfazione reciproca, riusciamo a riportare la cute ad un aspetto accettabile, con qualche piccolo segno di pseudofollicolite da “rasatura impropria”.

Anche le cicatrici ormai levigate si sono in parte riepitelizzate e assottigliate.

Per approfondire leggi anche: Riscopriamo il peeling all’acido glicolico al 70% - Prima sezione

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