Studio sconfessa antiossidanti, non frenano invecchiamento

Dermatologia | Redazione DottNet | 09/12/2008 16:12

Uno studio britannico sconfessa gli antiossidanti, considerati alleati di bellezza in grado di contrastare i segni del tempo. La ricerca condotta da un team di studiosi dell'University College di Londra lancia il contrordine: in realtà, scrivono nero su bianco gli scienziati Gb sulle pagine della rivista 'Genes and Development', creme, diete e pillole che consentono di farne il pienone non riuscirebbero a combattere l'invecchiamento. La prova arriva da un esperimento condotto su vermi nematodi: anche quelli a cui venivano somministrati potenti antiossidanti per contrastare il danno ai tessuti generato dai cosiddetti radicali liberi non vivevano più a lungo.

Da qui la 'sentenza' del team di ricercatori: non è emersa "alcuna prova evidente", scrivono senza troppi giri di parole, che gli antiossidanti siano in grado di rallentare l'invecchiamento. Scardinando così uno dei pilastri dell'industria della bellezza e della salute, costruito sulla base di una teoria formulata oltre mezzo secolo fa. Nel 1956, infatti, si giunse alla conclusione che l'invecchiamento fosse causato da un accumulo di danno molecolare causato da forme reattive dell'ossigeno, chiamate superossidi o radicali liberi, che circolano nell'organismo generando il cosiddetto stress ossidativo. La teoria ipotizzava che gli antiossidanti riuscissero a mettere in parte fuori gioco i radicali liberi, limitando i danni. Il nuovo studio, tuttavia, sottolinea come mai finora siano state trovate vere prove scientifiche a sostegno di questa teoria.
Il minuscolo verme nematode, anche se sembra non aver nulla a che fare con la specie umana, è in realtà un arruolato doc della ricerca scientifica, poiché ha molti geni in comune con l'uomo.
Il team di studiosi guidati da David Gems ha quindi manipolato geneticamente i nematodi, in modo che i loro organismi fossero in grado di liberarsi dei radicali liberi in eccesso. Ciò doveva in teoria permettere ai piccoli invertebrati di ottenere vantaggi in termini di minore invecchiamento e maggiore durata della vita, che in questi animali si traduce in pochi giorni. Ma i vermi modificati geneticamente sono invecchiati e vissuti tanto quanto gli altri, non guadagnando terreno dall'uscita di scena dei radicali libero in eccesso, e suggerendo dunque che lo stress ossidativo non fosse poi un fattore così cruciale nell'invecchiamento delle cellule e nella loro morte. "La teoria dei radicali liberi - afferma Gems - ha riempito un vuoto di conoscenze che va avanti da 50 anni, ma senza riuscire a raccogliere evidenze e prove al riguardo. E’ chiaro che anche se il superossido è coinvolto, ha solo una piccola parte: il danno ossidativo non è uno dei fattori principali dietro il processo di invecchiamento". Secondo lo scienziato, è giusto seguire una dieta sana, anche per contrastare malattie come il cancro, il diabete e l'osteoporosi. Tuttavia, non nasconde, non ci sono evidenze tali da indurci a fare il pienone di pillole antiossidanti, né di creme che contengono tali sostanze.

 

 

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