Parlare di sessualità con gli specialisti giusti

Fiammetta Trallo | 09/02/2015 15:32

Il dilagare della prostituzione in una società piuttosto “libertina nei costumi” come è la nostra attuale, può sembrare un controsenso.

Se una volta gli uomini dovevano rivolgersi alle case chiuse per le prime esperienze con l’altro sesso oggi non è più così.

Quotidianamente siamo bombardati da stimoli erotici che ci vengono costantemente propinati dai media attraverso la pubblicità fatta anche sul lato B degli autobus o sui cartelloni stradali con Belen in lingerie. Ma lo stimolo erotico non è detto che si concretizza in un rapporto sessuale soddisfacente. Molti uomini e donne vivono fantasie sessuali anche estreme che non sempre si traducono in una vita sessuale appagante.

Tali fantasie associate ad un certo grado di insicurezza personale ed alimentate dalla pornografia portano, spesso, a ricercare fuori dalla coppia la ricerca del piacere sessuale anche inteso come trasgressione.

Un esempio recente è il caso dell’uomo, regolarmente sposato, che violentava le prostitute con un manico di scopa dopo averle denudate ed immobilizzate ad un crocifisso improvvisato. Una di loro purtroppo è morta. L’uomo ha ammesso che dopo aver letto di tale pratica su un fumetto pornografico questa era l’unica modalità sessuale in grado di soddisfare il suo piacere. E come lui, chissà quanti altri.

In Italia il numero di persone che non vivono una vita sessuale soddisfacente ma, al contrario, complessa e problematica, è in forte aumento: dall’eiaculazione precoce al vaginismo, dalla disfunzione erettile all’anorgasmia. E sono in crescita i cosiddetti matrimoni bianchi, le unioni nelle quali la vita sessuale è pressoché assente, una condizione che provoca il 20% delle separazioni.

Da un’indagine condotta nel 2013 dall’AOGOI e dalla SIU emerge che sono circa 4 milioni gli italiani che soffrono di eiaculazione precoce, problema spesso sotto-diagnosticato e mal curato e strettamente collegato con l’anorgasmia femminile, che a sua volta interessa 4,5 milioni di donne. La disfunzione erettile, disturbo sessuale che aumenta con l’età, colpisce tre milioni di uomini ma viene trattata solo nel 10% dei casi. Spesso la disfunzione erettile è connessa con il vaginismo nella partner che coinvolge un milione di donne.

Il 12% delle donne inoltre soffre di dolore genitale durante la penetrazione (dispareunia), un disturbo che colpisce soprattutto dopo la menopausa. Infine sono in aumento i disturbi legati alla mancanza di desiderio: ne soffrono 2,5 milioni di donne e il 15% degli uomini nella fascia di età 15/60 anni.

Anche se il sesso non è tutto in una coppia, una insoddisfacente vita sessuale o addirittura la sua mancanza crea non pochi problemi che generano comunque una sorta di fallimento personale e di coppia fino alla separazione. È ovvio che la problematica va affrontata rivolgendosi agli specialisti ginecologi, andrologi e sessuologi, anche se in primis ci si può affidare al medico curante quanto meno per ricevere un primo consiglio.

Il vaginismo e la dispareunia possono avere molte cause organiche oltre che psicologiche. Una accurata visita ginecologica corredata da vulvo-colposcopia ed esecuzione di esami colturali e microscopici del secreto vulvo-vaginale può portare alla risoluzione o comunque ad un netto miglioramento con le terapie mediche specifiche. Se la causa non è organica bisogna andare dal sessuologo. In alcuni casi e soprattutto se i sintomi datano da tempo le donne pur guarite tramite le terapie mediche hanno però paura di fare sesso. In questi casi l’intervento del sessuologo diventa fondamentale per vincere la fobia del poter sentire male.

La donna che soffre di anorgasmia, se non collegata ad un problema di eiaculazione precoce del partner, in prima istanza dovrebbe consultare il sessuologo. E comunque queste figure professionali dovrebbero lavorare a stretto contatto in quanto in una buona parte dei casi le problematiche ginecologiche e sessuologiche si intrecciano.

Ma le donne  si vergognano di ammettere le proprie problematiche sessuali e spesso il primum movens a cercare di risolvere è il desiderio di maternità, che peraltro nella nostra società è sempre più posticipato nel tempo. Molto spesso hanno paura a confidarsi con la famiglia o con le amiche per timore del giudizio e soprattutto di una possibile divulgazione a terzi di una parte importante della propria intimità. Il consiglio in questi casi è proprio quello di rivolgersi al proprio curante o comunque consultare il web ricercando siti seri ed affidabili che trattano l’argomento o partecipando a forum di donne che stanno affrontando le stesse problematiche.

Questo vale anche per gli uomini che soffrono di eiaculazione precoce o di disfunzione erettile. Il consiglio è sempre lo stesso. Parlarne con il  medico curante, consultare l’andrologo ed anche il sessuologo. La moderna sessualità preoccupata di dover far bene ad ogni costo non aiuta a superare timori ed insicurezze del maschio moderno che spesso sono alla base dei propri disturbi sessuali.