Federfarma a Renzi: un favore alla Gdo liberalizzare la fascia C

Farmaci | Redazione DottNet | 09/02/2015 14:38

''Consentire l'acquisto di medicinali con ricetta medica nei supermercati e permettere un aumento indiscriminato del numero delle farmacie - come previsto nelle bozze del DDL Concorrenza predisposte dal Ministero dello sviluppo economico - in brevissimo tempo distruggerebbe il servizio farmaceutico, togliendo la farmacia a 20 milioni di Italiani che risiedono nelle zone più disagiate del territorio, dove la farmacia rappresenta spesso l'unico presidio sanitario.

E gli unici ad avvantaggiarsene sarebbero i grandi gruppi multinazionali, che hanno già avviato una campagna stampa a supporto''. Lo ha scritto Federfarma in una nota inviata a Matteo Renzi in cui si chiede al Presidente del Consiglio di ''intervenire per impedire che vengano varate misure devastanti per l'efficienza del servizio farmaceutico''. Se fossero approvate infatti nel giro di pochi mesi - prosegue Federfarma - si avrebbe la chiusura di moltissime farmacie, fagocitate dalla grande distribuzione. ''Con il risultato che il cittadino avrebbe a disposizione un minor numero di punti di accesso al farmaco, peraltro gestiti con logiche commerciali e speculative, collocati unicamente nelle zone commercialmente più redditizie. Si tratta degli stessi Gruppi che, nei loro Paesi di origine, non sono riusciti a entrare nel mercato del farmaco e oggi vengono a fare shopping in Italia, per poi trasferire all'estero i profitti ottenuti.



Tali gruppi - per Federfarma - avrebbero facile presa su un sistema già messo a dura prova dai continui tagli imposti negli anni alla spesa farmaceutica convenzionata''. ''Le 18.000 farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, piccole imprese professionali che danno lavoro a 55.000 farmacisti laureati e a 40.000 dipendenti non laureati, - prosegue la nota di Federfarma - in questi anni sono state oggetto, più di ogni altro settore, a una serie di interventi di deregolamentazione che ne hanno profondamente modificato l'assetto. In seguito a queste misure il settore è ampiamente aperto al mercato, molto di più di quanto avvenga negli altri Paesi europei''. ''Il Governo Renzi, in questi mesi, ha delineato un processo di sviluppo della farmacia italiana rivolto al potenziamento dei servizi offerti alla popolazione e integrato nella riorganizzazione delle cure primarie sul territorio. Tutto questo processo - precisa Federfarma - rischia di essere azzerato dalle misure ipotizzate dal Ministero dello sviluppo economico, senza alcun coordinamento con il Ministro della salute, competente per materia, che ha espresso pubblicamente forti preoccupazioni per l'impatto che tali misure avrebbero sulla salute dei cittadini. Il Governo deve decidere - conclude la nota - se vuole una farmacia professionale, impegnata sul fronte sociale e fortemente integrata nel SSN, oppure un punto vendita commerciale, interessato solo a macinare profitti''.

 

 

Fonte: ansa

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