Liberalizzazioni: per Federfarma sarà lotta fino all'ultimo

Farmacia | Redazione DottNet | 10/02/2015 17:42

''Questa non è liberalizzazione. Al contrario, è la grande distribuzione che vuole prendersi tutto, anche le farmacie italiane''. Questo il commento di Annarosa Racca, presidente di Federfarma, al disegno di legge su ulteriori liberalizzazioni nel settore farmaceutico annunciato dal Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che sarà presentato il 20 febbraio.

In particolare, secondo Racca ''si vogliono portare i farmaci con ricetta non mutuabili anche nei supermercati: ma tutti gli addetti del settore sono contrari, a cominciare da tutti i medici, compresi gli specialisti e gli ospedalieri. La stessa Aifa, oltre che il ministro della Salute Lorenzin, sono in profondo disaccordo con questa proposta''. ''La ricetta - dice la presidente di Federfarma - è un atto medico e deve avere il rispetto dovuto da un luogo controllato come la farmacia. Il farmaco non è un bene di consumo da vendersi 'prendi due paghi uno'''.



Inoltre, secondo Annarosa Racca, ''una legge del genere farebbe esplodere il numero dei punti vendita, distruggendo la rete delle farmacie, che in Italia sono già oltre 17.000 e diventeranno 21 mila entro quest'anno. Un numero che non ha eguali negli altri Paesi europei. E se crolla la rete, anche le farmacie rurali e di montagna che fanno un servizio prezioso alla comunità, spariranno. E' un mondo di cultura e di competenze al servizio dei pazienti che si dissolverà. Se lo Stato vuole questo, lo dica chiaramente. Certo, noi ci batteremo fino alla morte perché ciò non accada''.  Farete una petizione popolare, come hanno fatto in Francia? ''Ci sono colleghi che hanno proposto questo - ha concluso -. Ne discuteremo in assemblea e decideremo cosa fare''

 

Netta contrarietà alle ipotesi di liberalizzazione del servizio farmaceutico allo studio del governo. Ad esprimerla è l'Associazione giovani farmacisti italiani (Agifar), con una lettera aperta indirizzata al premier Matteo Renzi ed ai ministri Lorenzin, Guidi e Boschi.  ''Proviamo smisurata delusione - affermano i presidenti Agifar sul territorio - nel veder rinnegati i principi fondanti della nostra formazione e del futuro della nostra professione, qualora si puntasse al farmaco per avviare lo sviluppo economico e innescare la crescita dei consumi''. Inoltre, ''non esiste alcun Paese al mondo - afferma l'associazione - in cui la dispensazione dei medicinali che richiedono prescrizione medica sia ammessa al di fuori della farmacia. Questo perché verrebbe meno la percezione di pericolosità presso il cittadino, il farmaco diventerebbe un semplice prodotto di consumo e si allenterebbe inevitabilmente la gestione dei controlli''. Molti, si sottolinea nella lettera aperta, ''sono stati i tentativi di sovvertire tali principi sul piano legale, a livello europeo e nazionale, e tutti sono falliti''.
 

Questione dibattuta è anche la prevista apertura di nuove farmacie: ''Abbiamo partecipato al maxi-concorso indetto a seguito delle misure del Decreto Cresci-Italia che prevede la prossima apertura di più di tremila farmacie, ma che aspettative avremmo con ulteriori aperture in un settore che - affermano i giovani farmacisti - non è affatto in espansione?''. Infine, concludono i presidenti Agifar, ''temiamo di diventare dipendenti di catene di farmacie gestite da Multinazionali e gruppi della Grande Distribuzione, perché sarebbe per noi difficile mantenere un'autonomia professionale, con grave danno per la qualità e l'obiettività dell'offerta verso il cittadino''

 

 

fonte: federfarma, agifar

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato