Errore medico: il tribunale riconosce anche la rendita vitalizia

Redazione DottNet | 10/02/2015 18:41

Una rendita vitalizia in conseguenza di un errore medico: il tribunale di Milano con una sentenza del 27 gennaio scorso (giudice M.Flamini) ha riconosciuto, quale indennizzo conseguente al danno alla salute, per le lesioni gravi e irreversibili, provocate da un errore medico, una rendita annuale di 145mila euro. Oltre all’imprescindibile risarcimento del danno biologico e non patrimoniale. Per i giudici milanesi la lesione della salute porta spesso con sé una compromissione delle capacità di reddito per la vittima, nonché l’aumento delle spese fisse per l’assistenza domiciliare e terapeutica

Insomma, due componenti, il lucro cessante il danno emergente che, chi non è più in grado di svolgere autonomamente le proprie funzioni quotidiane, a causa di un errore sanitario, deve poter recuperare in qualche modo, contando su un reddito fisso e stabile, oltre ovviamente al normale risarcimento del danno “una tantum”. L’elemento originale della sentenza, nel panorama delle decisioni in tema di risarcimento per danni gravi alla salute (con compromissione della integralità psicofisica della persona fino all’80-100%) sta proprio nella liquidazione del danno attraverso una rendita fissa e futura, per tutta la durata dell’esistenza della vittima.


 

Di norma, invece, i tribunali tendono sempre a capitalizzare il risarcimento in un’unica somma, da corrispondersi anticipatamente e tutta in una volta, a ristoro anche dei danni futuri e ancora non emersi (sulla base delle previsioni fatte dal consulente tecnico d’ufficio). Un simile sistema di liquidazione, tuttavia, pone sempre problemi di gestione dell’ingente capitale cui si trova a essere titolare la vittima, con conseguenti rischi di dilapidazione. Non solo. Il calcolo del risarcimento viene effettuato sulla base delle aspettative di vita del danneggiato; ma ben potrebbe essere che questi viva più del previsto. Con la conseguenza che il risarcimento erogato “una tantum” potrebbe non più bastare a coprire l’intero arco dell’esistenza della vittima. Al contrario, l’indennizzo con rendita vitalizia evita problemi di questo tipo.
 


 

Fonte: laleggepertutti.it, sole24ore

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