Analisti, commissione Ue dichiara guerra a farmaceutica

Redazione DottNet | 09/12/2008 16:16

La relazione preliminare pubblicata la scorsa settimana sulle aziende farmaceutiche e i loro tentativi di ostacolare chi produce medicinali generici e a basso costo è solo la prima battaglia della guerra dichiarata dalla Commissione europea all'industria del farmaco. Ne sono certi gli analisti del settore, secondo cui l'organismo avrebbe in serbo spiacevoli sorprese per le società a rischio di comportamenti contrari alla concorrenza, comprese quelle di farmaci equivalenti.
 

Secondo Mitra Thompson, esperta di Global Insight - riporta PharmaTimes - anche se la Commissione europea non ha fatto nomi e cognomi nella sua prima analisi dei dati raccolti con un'indagine 'ad hoc', dato il tono accusatorio del report è probabile che quando lo studio sarà concluso, nella metà del 2009, alcune aziende siano coinvolte in vertenze legali, con multe che potranno raggiungere il 10% delle vendite annuali. E con ripercussioni ancora più gravi sul modo in cui le industrie sono solite difendere i loro prodotti, che sarà dichiarato fuorilegge. La European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations è intervenuta evidenziando la contraddittorietà del report: secondo l'Efpia, dapprima il documento sottolinea l'importanza della protezione commerciale che vige sui farmaci, poi mette in discussione il diritto di utilizzare strumenti del tutto leciti a difesa dei brevetti. In più, non c'è ancora traccia di una legislazione europea che limiti il numero di brevetti che si possono depositare per ogni medicinale, ma la Commissione lancia messaggi sempre più minacciosi su questo piano.