Giovani farmacisti: mai commessi della Gdo

Farmacia | Redazione DottNet | 12/02/2015 18:11

Netta contrarietà alle ipotesi di liberalizzazione del servizio farmaceutico allo studio del governo. Ad esprimerla è l'Associazione giovani farmacisti italiani (Agifar), con una lettera aperta indirizzata al premier Matteo Renzi ed ai ministri Lorenzin, Guidi e Boschi.

''Proviamo smisurata delusione - affermano i presidenti Agifar sul territorio - nel veder rinnegati i principi fondanti della nostra formazione e del futuro della nostra professione, qualora si puntasse al farmaco per avviare lo sviluppo economico e innescare la crescita dei consumi''. Inoltre, ''non esiste alcun Paese al mondo - afferma l'associazione - in cui la dispensazione dei medicinali che richiedono prescrizione medica sia ammessa al di fuori della farmacia. Questo perché verrebbe meno la percezione di pericolosità presso il cittadino, il farmaco diventerebbe un semplice prodotto di consumo e si allenterebbe inevitabilmente la gestione dei controlli''. Molti, si sottolinea nella lettera aperta, ''sono stati i tentativi di sovvertire tali principi sul piano legale, a livello europeo e nazionale, e tutti sono falliti''.

Questione dibattuta è anche la prevista apertura di nuove farmacie: ''Abbiamo partecipato al maxi-concorso indetto a seguito delle misure del Decreto Cresci-Italia che prevede la prossima apertura di più di tremila farmacie, ma che aspettative avremmo con ulteriori aperture in un settore che - affermano i giovani farmacisti - non è affatto in espansione?''. Infine, concludono i presidenti Agifar, ''temiamo di diventare dipendenti di catene di farmacie gestite da Multinazionali e gruppi della Grande Distribuzione, perché sarebbe per noi difficile mantenere un'autonomia professionale, con grave danno per la qualità e l'obiettività dell'offerta verso il cittadino''

 

fonte: agifar

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