Biosimilari, come favorire una diffusione attenta

Redazione DottNet | 13/02/2015 20:42

Potrebbero fa risparmiare fino al 25% della spesa farmaceutica , soprattutto per alcune malattie importanti come il cancro, ma i biosimilari, medicinali "similari" al prodotto originale biotecnologico il cui brevetto è scaduto consentendo così alle aziende del settore di produrre una replica fedele al principio attivo e ai dosaggi ,stentano ancora ad essere accettati pienamente dai medici e dai pazienti.

Se n'e' discusso a Palermo in un convegno promosso dall'associazione Donne in rete, impegnata nella tutela della salute della donna, insieme all'Associazione Amici, che riunisce pazienti affetti dalla malattia di Crohn. Per una diffusione responsabile e attenta dei biosimilari, le due associazioni hanno realizzato un "manifesto" con delle proposte: tra queste raccogliere e pubblicare dati clinici , realizzare procedure di acquisto trasparenti e condivise tra Asl,medici e pazienti e perseguire processi decisionali chiari ed efficienti che non ritardino la disponibilità dei farmaci biosimilari sul mercato.

Inoltre, l'istituzione di un "Fondo di premialità" per quei dipartimenti clinici autorizzati all'uso del biologico, generato dalla riduzione dei costi favorita dalla commercializzazione di farmaci biologici."In una fase in cui si tende a informarsi sempre di più tramite il web il pragmatismo suggerisce l'introduzione di un sistema che certifichi la qualità delle informazioni. E' proprio in quest'ottica che abbiamo ideato il portale 'Biosimilari Life', un luogo di confronto per mettere in rete i soggetti coinvolti nell'utilizzo dei biosimilari" ha spiegato Rosaria Iardino , Presidente di Associazione Donne in Rete Onlus.

 

fonte: ansa