Immunoterapia, nuova era per l'oncologia. Ptx3, scoperta Humanitas

Redazione DottNet | 14/02/2015 14:35

Si è aperta ''una nuova era nel trattamento dei tumori che sta modificando le aspettative di sopravvivenza: ciò grazie all'immunoterapia, la cura che utilizza il sistema immunitario per combattere le cellule tumorali, un approccio ritenuto efficace dall'80% dei pazienti''. Ad affermarlo sono gli esperti dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), riuniti a Roma in un convegno per fare il punto sull'avanzamento di questo nuovo settore nella lotta ai tumori.

Il melanoma ha rappresentato il modello per la prima applicazione dei farmaci immunoterapici ed oggi la molecola già in uso ipilimumab ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza a lungo termine nel melanoma in fase avanzata, tanto che nel 20% dei pazienti rende la malattia cronica, con sopravvivenza a dieci anni dalla diagnosi. Ora questo approccio che gli oncologi definiscono ''rivoluzionario'' si sta estendendo a molti tipi di tumore, come quelli del polmone e del rene, con risultati soddisfacenti e in alcuni casi ''superiori'' alla chemioterapia. E i pazienti conoscono l'importanza della nuova arma: infatti oltre il 90% dei pazienti con melanoma in trattamento dà una definizione appropriata di farmaco immuno-oncologico e l''80% ritiene che queste terapie siano efficaci e più tollerate rispetto agli altri trattamenti anti-cancro, mentre il 98% è consapevole che possano presentare effetti collaterali, ma diversi dalla chemioterapia. A dirlo sono i risultati di un sondaggio promosso dall'Aiom tra pazienti e medici.



"Grazie al suo meccanismo d'azione, questo approccio terapeutico innovativo riesce a limitare e fermare la malattia per un lungo periodo - spiega il presidente Aiom Carmine Pinto -. Oggi il 70% degli oncologi utilizza l'immunoterapia nella cura del melanoma e grazie allo sviluppo di questi farmaci nei prossimi cinque anni si otterrà un miglioramento significativo nel trattamento di molti tumori e nella sopravvivenza dei pazienti. Siamo di fronte - conclude - a un approccio rivoluzionario nel trattare il cancro, che si affianca a quelli tradizionali della chirurgia, radioterapia e chemioterapia".
 

 

Il percorso di una scoperta scientifica per arrivare al letto del malato è lungo ed articolato; ma chi non lavora al bancone di laboratorio difficilmente immagina che la scoperta dell'Istituto Humanitas di Rozzano (Milano), che ha appena individuato un meccanismo nuovo e unico per 'frenare' il cancro, affondi le sue radici addirittura 20 anni fa, e che solo ora i tempi sono maturi per avviare l'inizio di una sperimentazione clinica. Ptx3, è una molecola scoperta già negli anni '90 dal gruppo di ricerca di Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas. "E' coinvolta - spiega lo scienziato - sin dalle prime fasi della risposta infiammatoria, ed è capace di riconoscere certi microrganismi patogeni e di facilitarne l'eliminazione". Da questa prima intuizione si leggevano già grandi potenzialità: negli anni molti studi hanno sviscerato ogni aspetto di Ptx3, dalla sua prima applicazione nelle diagnosi (2000), alla scoperta del suo ruolo nelle infezioni contro il batterio Aspergillus fumigatus (2002), al ruolo nella risposta immunitaria (2005).

 

 

Le ricerche poi si sono concentrate su com'è fatta la molecola: nel 2010 è stato clonato il gene, poi si è studiata a computer la sua struttura; infine, pochi anni dopo si è cominciato a comprendere il suo ruolo nella genetica umana, e la sua funzione come fattore coinvolto nella genesi dei tumori. Oggi, tutti questi tasselli sommati hanno permesso di scoprire il nuovo meccanismo per 'frenare' il cancro. "Tutti questi studi - conclude Mantovani - hanno confermato che Ptx3 è essenziale per proteggere l'organismo da infezioni causate da diversi tipi di funghi e batteri. In Humanitas abbiamo già sviluppato un test diagnostico, ma il nostro obiettivo è arrivare ad utilizzarla anche come strumento terapeutico, completando il percorso che parte dalla scoperta di un gene e arriva fino al letto del paziente. E le potenzialità di questa scoperta saranno la base per dare il via ad una sperimentazione clinica di Ptx3 contro i tumori", che partirà tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016

 

fonte: ansa

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