Certificati di decesso: sanzioni solo al necroscopo in caso di ritardi

Redazione DottNet | 20/02/2015 18:26

I medici che accertano la morte di un pensionato devono darne comunicazione all'Inps entro 48 ore, pena sanzione tra i 200 e i 300 euro. Lo prevede la legge di stabilità per il 2015 e ora l'Istituto ha emanato una circolare con le indicazioni ai medici necroscopi sulla comunicazione dell'accertamento del decesso per ridurre al minimo i tempi di blocco della pensione della persona scomparsa. Ma lo Snami chiede chiarimenti con una lettera inviata al ministero e all'Inps in cui si contestano i compiti affidati ai medici di famiglia.

Fino ad ora le informazioni arrivavano all'Istituto dai comuni mediante trasmissione telematica. Il raggiungimento di un elevato livello del processo di comunicazione, riducendo sensibilmente il rischio di possibili pagamenti di prestazioni non dovute- si legge nella circolare - ha prodotto, con la diminuzione dei costi, rilevanti risultati in termini di efficacia e di efficienza dell'azione amministrativa. La legge di stabilità ha introdotto per i medici necroscopi l'obbligo di invio telematico all'Inps del certificato di accertamento del decesso entro 48 ore dall'evento, utilizzando le stesse modalità già in uso per la trasmissione delle certificazioni di malattia on-line.

 

In caso di violazione dell'obbligo da parte dei medici necroscopi, si applicano le stesse sanzioni pecuniarie di importo variabile tra 100 e 300 euro previste per il responsabile del procedimento amministrativo delle anagrafi comunali. Dalla data del decesso, le prestazioni in denaro già erogate al pensionato da parte dell'Inps si intendono corrisposte con riserva, ai fini della verifica del diritto. Gli Uffici pagatori (Banche e Poste), sui cui conti correnti tali somme sono accreditate, sono tenuti a restituire prontamente all'Istituto le somme corrisposte con riserva, nel caso in cui si accertasse che il beneficiario non ne avesse avuto diritto e a fornire all'Inps le generalità del soggetto che ha disposto di tali somme, in caso di impossibilità sopravvenuta ad effettuare la restituzione.

 

Nei giorni scorsi sono circolate informazioni che hanno creato ulteriore confusione. Va precisato che i medici di famiglia sono cosa ben diversa dai colleghi necroscopi: nella circolare si parla, infatti, di soli medici necroscopi, che viene nominato dall'Asl di riferimento (articolo 4 del regolamento di polizia mortuaria 295 del 1990) e non si identifica con il medico di famiglia o con il medico di continuità assistenziale. Nessun onere quindi per il medico di medicina generale il quale visita l'assistito e compila la denuncia di causa di morte (la cosiddetta scheda Istat). Dopo la quindicesima ora il medico necroscopo accerta il decesso e trasmette al Comune il certificato di accertamento di morte (certificato necroscopico). Ed è solo su quest'ultimo che ricade l'obbligo della comunicazione online. Se a formulare la diagnosi di morte è il medico del 118 o la guardia medica, il modulo che occorre è relativo alla "constatazione di decesso". A questo punto l'Ufficio di Stato Civile del Comune, acquisita la comunicazione del decesso richiede l'intervento del medico necroscopo nominato dall'Asl per l'accertamento della realtà della morte. Le sanzioni, dunque, sono solo per il medico necroscopo

 

Fonte: ansa,