Riscopriamo il peeling all’acido glicolico al 70% - Quarta sezione

Dermatologia | Paola Conforto | 23/02/2015 16:26

Macchie in trattamento con acido glicolico al 70%.

Donna, 32 anni. Durante l’ultima gravidanza, caratterizzata da un periodo di grave anemia sideropenica, ha eseguito terapia con preparati a base di ferro. Dopo la gravidanza ha sottoposto la pelle del viso a trattamenti abbronzanti in un centro estetico e durante la successiva estate non ha applicato creme a fattore di protezione superiori a 10.

Il fototipo è del tipo 3: la pelle non troppo chiara, occhi e capelli castani. Il successivo autunno l’abbronzatura intensa, ha lasciato il posto a macchie cutanee sul naso, sugli zigomi, sulla fronte e sul labbro superiore. Ovviamente l’uso di un pesante maquillage ha contribuito ad un precoce invecchiamento cutaneo.

Alla mia osservazione oltre alle macchie di dimensioni medie presenti diffusamente sul volto, è evidente un foto-danneggiamento con rughe sottili e disidratazione. La giovane età della paziente ci permetterà di riportare a nuovo splendore il tessuto cutaneo del volto, ma le regole da seguire sono tante. Dovrà pulire il viso tutti i giorni con un olio detergente. La pelle dovrà sempre essere idratata e protetta da creme a base di filtri solari maggiori a 30 anche d’inverno, come un solare da città, a barriera fisica e a base di acido  ialuronico, acido cogico e arbutina.

Il maquillage dovrà essere leggero e limitato a poche ore al giorno. Bisognerà evitare l’uso di creme o trattamenti esfolianti, cerette, gommage o guantoni di crine e soprattutto l’esposizione a lampade ad ultra-violetti. Eseguendo i trattamenti con acido glicolico al 70% settimanali, otterremo di levigare la pelle dalle rughe e di schiarire le iperpigmentazioni, ma il problema sarà il danneggiamento cutaneo, che potrà impedire una applicazione del peeling costante in tutte le zone del volto.

In alcuni punti potrebbero presentarsi degli arrossamenti e scollamenti cutanei, che rallenteranno la frequenza di applicazione in alcune zone. In questi casi, nei successivi trattamenti, applico, nelle zone ancora arrossate, uno strato di vaselina in crema, come barriera all’azione dell’acido, proseguendo così l’applicazione nelle altre zone.

I peeling settimanali seguono quindi una geografia di applicazione dell’acido glicolico personalizzata ad ogni seduta. I classici segni di arrossamento si sono presentati in regione naso-geniena, dopo l’esecuzione del terzo peeling, risoltisi dopo un periodo di 4-5 giorni, con l'applicazione costante di una crema idratante a base di olio d’oliva e acido ialuronico.

Il seguito del percorso è stato normale. Dopo sei mesi di trattamenti la pelle è  idratata e levigata, di colorito omogeneo e roseo.

Se l’argomento ti interessa, leggi anche: Riscopriamo il peeling all’acido glicolico al 70% - Terza sezione

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