Convenzione Mmg, tutto fermo. Fimmg: confermiamo l'agitazione

Medicina Generale | Redazione DottNet | 19/02/2015 15:39

Il rinnovo della convenzione dei medici di famiglia rischia di tornare indietro e ripartire quasi da zero.

Questa almeno è l’ipotesi sulla quale stanno trattando i sindacati della Mg e Claudio Montaldo, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, per far ripartire una trattativa che è in stallo dalla scorsa estate. L’idea, in particolare, è quella di riscrivere l’Atto d’indirizzo, ossia la piattaforma con cui le Regioni danno il via al tavolo di confronto (quello dei medici era stato approvato nell’aprile scorso). In tal modo le parti avrebbero lo spazio per trovare una nuova convergenza sui tre temi che finora hanno impedito ogni progresso nella trattativa: la definizione del profilo giuridico del medico di famiglia (che oggi, lamentano i sindacati, riassume in sé gli svantaggi del libero professionista e gli oneri del dipendente SSn, senza alcun beneficio da una parte o dall’altra), la riorganizzazione di Aft e Uccp (le aggregazioni mono e multiprofessionali in cui si dovrà assettare la mg) e infine i costi dei fattori di produzione (che non dovranno ricadere sui professionisti). Soddisfatte tutte le sigle di categoria tranne la Fimmg, che conferma lo stato di agitazione e l’intenzione di scioperare.

 

“Per quanto ci riguarda, niente di nuovo” afferma Giacomo Milillo Segretario nazionale della FIMMG commentando gli esiti dell’incontro tra il Presidente del Comitato di Settore Assessore Claudio Montaldo e le OO.SS. della Medicina convenzionata. “Si tratta della formalizzazione, o meglio dell’annuncio di un tavolo politico per ottenere il quale la Fimmg non ha mai smesso di lavorare dallo scorso settembre, da quando è emerso con chiarezza l’intenzione della Sisac di bloccare il tavolo di trattativa. E’ stato un lungo lavoro di colloqui informali e riservati, anche con il Presidente Montaldo, che hanno determinato solo dilazioni. Per superare lo stallo è stato necessario dichiarare lo stato di agitazione e minacciare lo sciopero”  aggiunge Milillo. “Immaginando un incontro ancora interlocutorio e fondamentalmente privo di novità, abbiamo scelto di essere presenti con una rappresentanza non politica” prosegue Milillo. “Se l’immediato futuro ci riserverà un impegno fattivo e coerente da parte delle Regioni lo esamineremo, come sempre, con intento costruttivo. Speriamo che non sia l’ennesima dilazione, espressione dell’inefficienza della 
Conferenza delle regioni
o della sua volontà di non rispettare la legge nazionale. Per il momento non ci resta che confermare lo stato di agitazione e mobilitazione di Fimmg e ribadire che decideremo le azioni sindacali appropriate in Consiglio nazionale.”

 

Posizione di attesa dello SNAMI dopo la riunione di nella capitale dove si è tenuto un incontro tra i sindacati e le rappresentanze delle istituzioni. Angelo Testa, presidente nazionale del sindacato autonomo chiarisce che "Nel prendere atto delle affermazioni del presidente del comitato di settore Claudio Montaldo di voler procedere ad un nuovo giro di consultazioni a livello politico, ribadiamo che il nostro sindacato vedrebbe positivamente un “ripensamento” generale sulla progettazione delle cure primarie soprattutto per ciò che riguarda l’incognita dei finanziamenti e del ruolo unico. Siamo in attesa di un documento ufficiale".

 

fonte: fimmg, regioni, snami

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