Composizione amminoacidica del liquido uterino umano

Ginecologia | Medical Information Dottnet | 24/02/2015 16:55

Uno studio associato a età, stile di vita e patologia ginecologica.

Uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Southampton, ha analizzato una serie di campioni prelevati da 56 donne di età compresa tra i 18-45 anni. Le donne sono state reclutate da programmi ginecologici in fase preoperatoria o liste di sonoisterosalpingografia (SHSG).

Una piccola parte di queste donne era fertile, mentre la maggior parte di loro si era sottoposta a controlli per infertilità. Sono stati valutati anche il BMI, la storia ginecologica e lo stile alimentare di queste donne.

È stato così identificato Il profilo di 18 aminoacidi nel liquido uterino tramite cromatografia liquida ad alta prestazione. In totale, il fluido uterino umano è stato osservato come contenente una concentrazione di amminoacidi di 3,54 mm (scarto interquartile: 2,27-6,24 mm).

Le concentrazioni relative di 18 aminoacidi non cambiano in modo significativo con l'età, BMI, fase del ciclo o la presenza di specifiche patologie ginecologiche benigne. Tuttavia, una dieta identificata come poco sana tramite un sistema di punteggio validato, è stata associata a maggiore concentrazione di asparagina, istidina, serina, glutammina, valina, fenilalanina, isoleucina e leucina nel fluido uterino rispetto a una dieta sana, definita con una maggiore assunzione di verdure fresche, frutta, prodotti integrali e pesce e un basso apporto di carne rossa e processata e prodotti lattiero-caseari ricchi di grassi. Non sono state rilevate correlazioni indicative tra le concentrazioni di aminoacidi nel siero e quelle nel fluido uterino.

I risultati hanno permesso di rilevare l'effetto della dieta sulla concentrazione di aminoacidi nel liquido uterino umano, anche se lo studio non ha avuto un numero sufficiente di partecipanti per rilevare gli effetti lievi dei BMI e dell’età.

Questi risultati migliorano la comprensione del contesto nutrizionale incontrato dall'embrione pre-impianto, e indicano come una dieta periconcezionale possa modificarlo.

Data l'importanza dell’ambiente embrionale precoce per la programmazione dello sviluppo e della salute futura, queste informazioni possono facilitare la programmazione d’interventi nutrizionali volti a ottimizzare la fase pre-impianto dello sviluppo embrionale umano in vivo.

Per approfondire lo studio proposto leggi qui: Amino acid composition of human uterine fluid: association with age, lifestyle and gynaecological pathology.

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