Riscopriamo il peeling all’acido glicolico al 70% - Quinta sezione

Paola Conforto | 27/02/2015 11:43

Rosacea in trattamento con acido glicolico al 70%.

Uomo, 50 anni. Di mestiere fa il cuoco. Presenta evidenti segni di rosacea. Lo stadio è iniziale. Il rossore e un leggero ispessimento sono limitati alle zone centrali del viso. Sul naso e sulle guance sono presenti impercettibili segni di teleangecatsie. Il paziente lamenta vampate di calore con arrossamento in varie situazioni della sua vita quotidiana, come per esempio dopo l’assunzione di bevande calde o alcoliche, di cibi caldi o speziati (adora il piccante), oppure dopo un bagno caldo.

Il maggiore disagio lo lamenta quando è al lavoro, davanti ai “fornelli”. Ha già trattato, il mese prima, delle piccole linee rosse (teleangectasie) della zona del naso e delle guance con il laser. Gli effetti del laser sono stati buoni, ma il paziente riferisce di non aver tollerato il decorso successivo, che è stato doloroso e disagevole per diversi giorni anche senza aver causato cicatrici o danni.

Ha anche eseguito dei cicli di trattamenti topici di varia tipologia: antibiotici, anti-infiammatori, vasoprotettori. La rosacea, gli spiego, non può essere curata, ma può essere trattata e tenuta sotto controllo e con l’andare del tempo l’aspetto della pelle potrà essere gestito seguendo una serie di accorgimenti per limitare gli stimoli scatenanti.

Mentre con il peeling con l’acido glicolico, che gli propongo di eseguire una volta ogni 15 giorni, se eseguito nelle altre zone, cioè dove c’è l’ispessimento, otterremo un effetto levigante e idratante, che compatta l’aspetto della pelle e la rende meno fragile e reattiva.

Dovremo valutare di volta in volta la reazione al peeling e lo stato della cute prima di eseguire il trattamento. La pelle non dovrà essere in una fase di arrossamento e irritazione, per cui sarà importante che venga idratata e nutrita costantemente tra un trattamento e l’altro. È importante non eseguire la rasatura della barba 24 ore prima e dopo il peeling.

La rosacea è comunque una malattia di origine vasomotoria. Sarebbe utile applicare costantemente un prodotto topico a base di vasoprotettori come la centella e la diosmina. Dovrà anche usare sempre una crema con fattore di protezione solare pari o superiore a 20 di giorno anche d’inverno e la sera una crema a basso dosaggio di acido glicolico ricca di emollienti e nutrienti.

Non sarà facile per il nostro cuoco gestire il percorso comportamentale visto che i maggiori stimoli scatenanti li riceve al lavoro. Così gli propongo di non arrendersi e di fare il possibile per gestire i tempi liberi da “fonte di calore”, per non accumulare altri stimoli scatenanti, come gli sbalzi di temperatura o l’esposizione ai raggi ultravioletti o l’esercizio fisico prolungato.

Dopo un semestre di trattamenti, i risultati sono evidenti. La pelle del viso è più compatta e levigata, non sono evidenti arrossamenti o escrescenze, solo leggeri segni delle vecchie teleangectasie sul naso, ma di meno sulle guance.

Il paziente inoltre, crescendo la barba, è riuscito a nascondere parte dei rossori spontanei.