Intesa Stato-Regioni, accordo raggiunto: tolti 2 miliardi alla sanità

Redazione DottNet | 26/02/2015 16:56

Dopo mesi di trattative e di intenso lavoro, è stato raggiunta l'intesa tra lo Stato e le Regioni sulla Legge di Stabilità 2014 che tra tagli previsti dal Governo Monti (poco più di 1 miliardo) e tagli imposti dal nuovo Esecutivo, toglie ai bilanci regionali 5 miliardi e duecentocinquanta milioni.

Una cifra notevole, che le Regioni hanno per mesi sperato venisse ridotta e poi hanno accettato, di spalmare, con grandi difficoltà, su vari comparti, primo tra tutti la sanità che verrà colpita da tagli pari a 2.352 milioni di euro, tra 2.000 milioni a danno delle Regioni a statuto ordinario e il restante a carico delle speciali. Il sottosegretario agli Affari Regionali, Gianclaudio Bressa, ha parlato di "risultato positivo, dovuto al forte senso di responsabilità che le Regioni hanno mostrato". In sostanza il Fondo sanitario nazionale, pari a 110 miliardi di euro per il 2014, doveva arrivare a 111,6 per il 2015, ma questo incremento non ci sarà. L'intesa sottoscritta oggi prevede la costituzione di un tavolo di lavoro che entro il 31 marzo dovrà ripartire i tagli in sanità. Il documento, infatti prevede, che entro fine marzo, con una intesa da sancire in Conferenza Stato Regioni, vengano individuate le misure di razionalizzazione ed efficientamento del Servizio sanitario nazionale. Si procederà anche al rafforzamento dei sistemi di monitoraggio relativamente all'attuazione del regolamento sugli standard ospedalieri.

 

 

"Le Regioni e le Province autonome - recita il documento - potranno comunque conseguire il raggiungimento dell'obiettivo finanziario intervenendo su altre aree della spesa sanitaria, ferma restando la garanzia del raggiungimento dell'equilibrio di bilancio del proprio servizio sanitario regionale e assicurando, in ogni caso, economie non inferiori a 2.352 milioni di euro". Le altre voci riguardano 1.050 milioni di tagli che arrivano dalla riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il 2012 e previste dal vecchio Esecutivo; la riduzione del Fondo per lo sviluppo e coesione prevista dalla nuova Legge di Stabilità 2014 per una cifra pari a 750 milioni; tagli per l'edilizia sanitaria da 285 milioni; ammonta poi a 285 milioni la riduzione in termini di indebitamento netto e a 802,13 milioni di euro l'utilizzo delle risorse del Patto verticale incentivato. Ulteriori risorse per 364,87 milioni sono da recuperare su indicazione delle Regioni entro il 30 giugno 2015, altrimenti il ministero dell'Economia è autorizzato a procedere alla riduzione in via lineare dei trasferimenti "e, ove incapienti, delle risorse a qualunque titolo dovute dallo Stato alle Regioni, escluse quelle destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale".

 

 

"Accettiamo un sacrificio pesante come è quello della rinuncia all'incremento di 2 miliardi del Fondo sanitario nazionale, con l'auspicio, anzi l'impegno - ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino - a lavorare con il Governo perché questo taglio si riferisca solo ed esclusivamente al 2015 e sia concordato con una specifica intesa in Stato-Regioni. Per un anno si può infatti accettare un onere di questo genere, ma tenendo conto della necessità di garantire nuovi farmaci salvavita e la definizione dei nuovo Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) la corda può essere tirata solo nella prospettiva di tornare a lavorare per garantire nel 2016 il livello di finanziamento previsto dal patto per la salute o comunque - ha concluso Chiamparino - di dimensioni quantitative che consentano di far fronte alle due esigenze che ho prospettato: il giusto allargamento dei Lea e l'ampliamento dei farmaci salvavita".

 

 

fonte: ansa, stato-regioni