Sì alla delazione nell'amministrazione pubblica: le prime denunce

Redazione DottNet | 02/03/2015 19:20

Attacco senza quartiere alla corruzione. L'Agenzia delle Entrate brucia sul tempo le altre amministrazioni pubbliche, ospedali e Asl compresi, e si adegua alle regole fissate dall'Autorità guidata da Raffaele Cantone. Attiva così una procedura per rendere effettivo l'uso di 'soffiate' da parte del personale interno. E intanto sono già arrivate le prime lettere di denuncia.

Niente delazioni, ma una meccanismo previsto anche dal codice della P.A e che viene utilizzato in molti altri paesi - in primis dall'Irs, il fisco Usa - che si chiama tecnicamente ''Whistlerblowing'' (soffio nel fischietto). Non a caso il più famoso confidente ad usare questo strumento è stato Hervè Falciani, che ha diffuso la lista dei clienti (spesso in fuga dal fisco) della filiale ginevrina della banca Hsbc. La procedura, che prevede forme di tutela per chi invia le segnalazioni, è stata attivata dalle Entrate che ha fornito le indicazioni tecniche ai propri dipendenti in un manualetto di 14 pagine. La ''numero 1'' dell'Agenzia, Rossella Orlandi, l'ha accompagnato con una lettera ai propri dipendenti pubblicata sull'intranet. ''Il messaggio - ha scritto - è: noi contro la corruzione''. La filosofia dell'operazione è scritta nera su bianco: ''Se intendiamo perseguire davvero la lotta all'illegalità fiscale, noi per primi dobbiamo essere l'emblema della legalità e dell'onestà che quell'impegno domanda. Nessuno deve nutrire dubbi su di noi né tanto meno sul nostro modo di operare, di servire il Paese. Il sonno dell'etica non ci è consentito, così come non c'e' permesso di optare per un sentimento d'onestà magari a tempo determinato, o peggio, a intermittenza''.

 

La lettera dell'Agenzia delle Entrate sulla procedura di Whistleblowing, attraverso cui si possono segnalare comportamenti scorretti da parte dei colleghi in assoluta riservatezza, dopo pochi giorni già è stata messa in pratica, sono infatti "arrivate delle comunicazioni". Così il direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, a margine di un convegno sulla fattura elettronica. In realtà, aggiunge "i colleghi lo facevano anche prima, magari con meno tutele e più preoccupazione", tanto che, fa sapere, "la mia mail istituzionale è sempre piena di comunicazioni da parte di tutti i collegi d'Italia perché sanno di potersi rivolgersi a me". "Io credo che la mia amministrazione sia trasparente con tante professionalità validissime, lo dimostrano i numeri e quello che riusciamo a fare, ma come in tutte le amministrazioni ci possono essere delle frange di comportamenti inopportuni o addirittura illeciti", spiega Orlandi. Anche perché, sottolinea, "non è pensabile che su 41 mila soggetti tutto si possa individuare da solo".

 

 

Quindi, riassume, "chi è a conoscenza di elementi inopportuni è invitato e tutelato affinché lo dica". Per la numero uno delle Entrate "un collega che si ribella a un comportamento disonesto di un altro, passato sottotraccia, è una persona con un grande senso civico". E riflette: "molti direbbero chi me lo fa fare ma io credo che la gente debba cominciare a metterci la faccia, noi gli abbiamo fornito vari canali per potere entrare in contatto con un team ristrettissimo di persone serie che valuterà ognuna delle singole denunce o informazioni che arriveranno e le valuterà in contradditorio, anonimo se vuole". Comunque, chiarisce Orlandi, "noi siamo quelli che non vogliono spazzare la polvere sotto il tappeto e se c'è un pochino di polvere, io credo di averne poca, la spolveriamo fuori". Insomma, evidenzia, "se ci sono persone che hanno il senso civico di denunciare li ringrazio e dovrebbero essere ringraziate da tutti i cittadini, perché quelli che si fanno i fatti propri in questo paese sono già troppi".

 

 

L'annuncio dell'attivazione del Whistlerblowing era stato dato dalla stessa Orlandi e dal commissario anti-corruzione Raffaele Cantone a L'Aquila, un posto tristemente evocativo di come la corruzione si insinui nelle tragedie, sradicando il vivere sociale. L'iniziativa piace al commissario anti-corruzione: ''Iniziativa utile e da estendere'', commenta spiegando che anche l'autorità ha iniziato a ricevere segnalazioni. Ora i dipendenti hanno a disposizione una e-mail e un apposito spazio sulla pagina intranet, che arriva ad un team ristretto impegnato sull'anticorruzione. Ovviamente è tutto regolato nel dettaglio. Le segnalazioni non possono riguardare ''rimostranze di carattere personale o richieste che attengono alla disciplina del rapporto di lavoro o ai rapporti con i superiori o altri colleghi''. Le indicazioni devono essere attente, magari corredate di documentazione, sicuramente in buona fede. Non bisogna per forza avere prove di tipo penale e si possono segnalare anche comportamenti e irregolarità di gestione.

 

 

Qualche esempio? Accessi indebiti agli archivi informatici, irregolarità nell'uso del badge per le presenze, rapporti o contatti ricorrenti con uno stesso consulente, richieste o interessamenti reiterati da parti di colleghi su specifici fascicoli. L'indicazione delle generalità di chi denuncia non è obbligatori ma - è scritto nella mini-guida - ''si auspica il ricorso a segnalazioni nominative in coerenza con le finalità del Whistleblowing che è quella di dare espressione al senso civico di ogni dipendente''. In ogni caso sono previste forme di forte protezione: le informazioni saranno criptate e solo pochissimi vi avranno accesso. Chi fa segnalazioni avrà la tutela dell'anonimato, anche nel caso in cui scatti una denuncia penale. A farla sarà l'amministrazione. Con una sola deroga: il superamento dell'anonimato sarà possibile solo quando questo impedisce la difesa di chi è invece accusato

 

 

fonte: ansa

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