IRST – IRCCS: Istituto Scientifico Romagnolo

Oncologia | Fiammetta Trallo | 04/03/2015 15:36

La sua mission è rappresentata dalle attività sperimentali e di ricerca clinica, biologica e traslazionale per la cura e lo studio dei tumori, e non solo.

L’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori sorge nel cuore di Meldola, la cittadina dei 4 castelli in provincia di Forlì-Cesena. L’IRST è un polo di eccellenza medico-scientifica Nazionale sia per i trattamenti innovativi che per le attività di ricerca ad alta complessità tecnologica.
Il prestigioso riconoscimento di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) gli consente l’inserimento a pieno titolo nella rete di sapere degli IRCCS Oncologici Nazionali.

Il merito dell’eccellenza và a tutto lo staff di professionisti che vi lavorano.

Il Prof. Dino Amadori, oncologo di fama internazionale e Direttore Scientifico IRST, è sempre stato un convinto assertore che la lotta alle Malattie Tumorali può esser vinta e che nessuno deve affrontare il cancro da solo.

E proprio su questo secondo aspetto l’IRST collabora strettamente con lo IOR Onlus – Istituto Oncologico Romagnolo – che dal 1979 opera tramite una fitta rete di volontari ed operatori come struttura assistenziale a 360° sul territorio della Romagna. Lo IOR Onlus è inoltre attivamente impegnato al reperimento fondi per il supporto alla ricerca.

Il legame tra cura e ricerca oncologica e lo scambio di conoscenze con altri centri di eccellenza sono aspetti imprescindibili per il progresso scientifico contro la lotta al cancro. Ma non solo.

Accrescere la qualità dell’assistenza con un approccio globale al paziente oncologico e perseguire processi di umanizzazione delle cure è altrettanto importante per garantire nel quotidiano a chi soffre una maggiore attenzione alle esigenze individuali nel rispetto della dignità di tutti, malati e familiari.

L’educazione terapeutica dei pazienti oncologici sul “buon uso dei farmaci” è uno dei tanti progetti che l’IRST persegue per l’attenzione alla persona. L’iniziativa è destinata ai pazienti IRST e al loro nucleo familiare per migliorare la gestione autonoma dei farmaci a casa e ottenere una migliore adesione alle terapie oncologiche. Non è solo un vademecum di consigli e istruzioni sulla terapia, ma un progetto più complesso che implica una diagnosi educativa, la scelta di obiettivi d'apprendimento e l’applicazione di tecniche d'insegnamento personalizzate per chi riceve una terapia oncologica.

L’obiettivo non è piegare la volontà del paziente per ottenere obbedienza ma quello di suscitare una libera adesione al percorso di cura insieme ad una piena consapevolezza dello stato di malattia e quindi della necessità di aderire con scrupolo alla terapia domiciliare. Chi inizia una terapia con farmaci oncologici dovrebbe sempre avere ampiamente recepito le informazioni base per ridurre al minimo i rischi e le tossicità e migliorarne i benefici. Paziente e familiari, in questo modo, vengono adeguatamente informati a guardare la realtà delle cose anche da altre prospettive. Questo tipo di approccio porta ad una maggiore responsabilizzazione e alla collaborazione attiva.

Secondo il modello classico il lavoro del medico spesso finisce con la prescrizione: diagnosi-valutazione del quadro clinico-elenco dei farmaci-istruzioni sull’uso. Nelle malattie acute funziona molto bene perché le terapie sono di breve durata con l’obiettivo di una veloce guarigione. In oncologica questo incentivo manca. Le terapie durano mesi spesso con effetti collaterali importanti e visibili. Convincere il paziente a prendere farmaci che potrebbero farlo star male non è facile. Il progetto educazionale IRST si propone in primis di dialogare per conoscere anche quelle che sono le esigenze quotidiane nell’ottica di instaurare un buon rapporto fiduciario medico- paziente, condizione sine qua non, per una buona compliance ai trattamenti.

L’incentivo a procedere nelle terapie sarà la stessa volontà del paziente nella consapevolezza dei rischi correlati alla terapia oncologica, dalla quale non può sottrarsi perché fondamentale per la cura del suo tumore. Nello stesso tempo, il malato oncologico dispone delle conoscenze che gli permettono di collaborare con gli specialisti e con il medico di famiglia sia per ottenere una buona gestione delle terapie antitumorali e sia di quelle per prevenire e curare le tossicità, di ridurre al minimo i rischi ed enfatizzare al massimo i benefici.

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