Toscana, farmacie come centro servizi globale

Farmacia | Redazione DottNet | 01/03/2015 20:32

La Regione Toscana limiterà la distribuzione diretta dei farmaci ad un primo periodo dopo la dimissione dall'ospedale e ai prodotti più costosi, ma le farmacie dovranno diventare un vero e proprio centro di servizi, gestendo anche le prenotazioni, il pagamento di ticket e rappresentare dunque il primo presidio sanitario più prossimo al cittadino. L'esempio della Toscana farà da apripista alle altre regioni.

E' questo, in sostanza, il "patto" proposto dal presidente della Regione Toscana ai farmacisti nel corso del congresso dell'Urtofar, l'Unione regionale dei titolari di farmacia della Toscana. Intervenendo al congresso Rossi si è detto contrario alle forme di "liberalizzazione" delle farmacie e al mantenimento della loro pianta organica. "Se viene tolto il limite delle quattro farmacie per provincia allo stesso titolare, che deve essere un farmacista, c'è il rischio di un intervento massiccio di società di capitali non gestite da farmacisti e di grandi gruppi che ovviamente guarderanno solo alla redditività e meno all'aspetto del servizio ai cittadini", ha spiegato Rossi indicando anche la necessità che i farmacisti "sia di più a fianco del clinico e vicini al letto del paziente".

 

 

Al congresso dell'Urtofar hanno preso la parola anche l'assessore regionale alla salute Luigi Marroni, la presidente di Federfarma Annarosa Racca e Marco Nocentini Mungai, presidente di Urtofar. La Toscana, sono i dati ricordati dall'unione dei farmacisti, è al penultimo posto nella classifica del costo-ricetta per farmaci: 15 euro. L'ultima è l'Umbria a 14 euro e la primala Lombardia a 20. Nel corso del congresso Rossi ha anche confermato il progetto di riforma della sanità su tre "macroaree": "Perché non dovrei provarci, forse perchè ci sono nicchie di potere? I migliori professionisti devono poter governare le strutture interaziendali", ha aggiunto ricordando che, per legge, il 2015 "sarà l'anno in cui i professionisti saranno chiamati a dare il loro contributo per salvare il Ssn", che in Toscana, in seguito ai tagli per 570 milioni di euro, dovrà studiare un risparmio di almeno 250 mln per l'anno in corso.

 

 

Fonte: ansa

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