Agenas, in tre anni cala di un miliardo la spesa sanitaria

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 02/03/2015 19:37

Diminuisce di un miliardo la spesa sanitaria tra il 2010 e il 2013: era infatti pari a 112,6 miliardi nel 2010 mentre risulta pari a 111,6 miliardi nel 2013. Ma gli ospedali sono in rosso

Diminuisce di un miliardo la spesa sanitaria tra il 2010 e il 2013, ma per otto tra regioni e province autonome italiane nonostante i tagli rimane un profondo rosso nei conti, tanto che in alcuni casi alla ricerca di un equilibrio si è dovuto far ricorso a risorse aggiuntive provenienti da altre voci del bilancio regionale, che hanno significato talvolta anche un aumento delle tasse. E' quanto emerge da un focus di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sull' "Andamento della spesa sanitaria nelle Regioni - anni 2008-2013". Dal focus emerge che la spesa sanitaria è stata di 112,6 miliardi nel 2010 mentre risulta pari a 111,6 miliardi nel 2013, con ben 14 regioni su 20 che hanno operato tagli anche importanti: in queste sono ricomprese tutte quelle in piano di rientro dal deficit sanitario, in particolar modo quelle commissariate, su cui è pesata maggiormente la riduzione della spesa (come Campania, Lazio e Calabria), ma non solo. Nella classifica delle più virtuose sui tagli c'e anche la Liguria (-1,42%, in totale -138 milioni).



Non per tutte, però, c'è stata una riduzione significativa della spesa nel periodo considerato dall'indagine di Agenas, anzi vi sono state alcune realtà in cui si e' registrato un aumento importante: ad esempio la Provincia autonoma di Bolzano, dove la spesa è cresciuta in media dell'1,82% all'anno, quella di Trento, che ha fatto registrare un aumento dell'1,67%, la Lombardia, dove la spesa e' cresciuta dell'1,11% (685.856 milioni di euro per la precisione), il Friuli Venezia Giulia dove l'aumento e' stato pari allo 0,39%, l'Emilia Romagna dove si e' registrato invece un +0,44%, l'Umbria dove la crescita della spesa e' stata pari allo 0,29% e la Sardegna, che ha fatto registrare un aumento medio dello 0,71. Osservando i singoli conti economici si può rilevare che se ci sono esempi in qualche modo virtuosi come quello del Veneto, che non e' in piano di rientro ma e' riuscito comunque a ridurre la spesa nel periodo compreso tra il 2010 e il 2013, passando da 9,050 a 8,783 miliardi e producendo un risultato di gestione in attivo senza dover ricorrere nell'ultimo anno considerato a contributi extra fondo o risorse aggiuntive dal bilancio regionale, così non e' ad esempio per un'altra regione, la Liguria, che non e' in piano di rientro, ha ridotto le spese ma ha fatto registrare una situazione di bilancio ben peggiore (-78 milioni).

 

A seguire Molise (-54 milioni), Calabria (34 milioni di disavanzo), Piemonte (28 milioni di disavanzo), Puglia (21 milioni di disavanzo), Sardegna (circa 7 milioni) e Pa di Bolzano (circa 4 milioni), che in alcuni casi sono stati colmati con altre voci di bilancio regionale. Una situazione simile è quella del Lazio, dove però a colpire sono le cifre: in questa regione il disavanzo di bilancio nel 2013 era infatti pari a circa 669 milioni nel 2013, ma per colmarlo sono state impegnate risorse aggiuntive per 791 milioni producendo alla fine un avanzo pari a 121.972 milioni.

 

fonte: agenas, ansa

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