Obbligo bancomat, in Senato un Ddl con agevolazioni fiscali

Redazione DottNet | 02/03/2015 18:02

Agevolazioni fiscali a beneficio dei (pochi) professionisti che si sono messi in regola con le norme che obbligano ad avere il Pos negli studi.

A prevederle è un Disegno di legge (primo firmatario Piero Aiello di A), orientato a "completare" una norma, la legge 15/2014 che impone, a partire dal 30 giugno scorso, di accettare pagamenti via Pos (con bancomat e carte di credito), attraverso dispositivi mobili, per importi superiori ai 30 euro; il testo punta ad intervenire, considerando che la disciplina attuale "è sprovvista di sanzioni ma non sono previsti neppure incentivi per coloro che abbiano provveduto a dotarsi di tali strumenti di pagamento".

 

Ne dà notizia Consulcesi group, in campo, recita una nota, per "sollecitare il Ddl", utile "non solo per tutelare i professionisti del mondo sanitario che si sono già adeguati all'obbligo, ma anche per convincere chi ancora non lo avesse fatto a rispettare la normativa". Secondo il presidente Massimo Tortorella, "da tempo, rappresentando oltre 55.000 professionisti sanitari, chiedevamo alle istituzioni di avere attenzione alla questione e trovare una soluzione. Oggi ci rallegriamo che il Parlamento abbia finalmente avanzato una proposta sensata. Con l'introduzione di premi e sanzioni, infatti, l'applicazione della legge non avrebbe più ostacoli, garantendo trasparenza nella tracciabilità fiscale", chiude.

 

Lo scorso novembre sottosegretario allo Sviluppo, Enrico Zanetti, nel corso del question time in commissione Finanze, alla Camera aveva annunciato che il Governo starebbe valutando la concessione di un credito d’imposta con il quale consentire agli operatori di attutire i costi fissi dei terminali Pos. «Ogni valutazione» aveva comunque avvertito Zanetti «è subordinata al reperimento di idonei mezzi di copertura finanziaria degli oneri, la cui entità dipenderebbe anche dall’intensità dell’agevolazione».

 


Gli obblighi che in materia di moneta elettronica gravano su professionisti e imprese, farmacie comprese, sono quelli introdotti dal decreto ministeriale del 24 gennaio scorso: dal primo luglio, in sostanza, chi vende beni o servizi è tenuti ad accettare pagamenti con bancomat o altra carta di debito ogni volta che il cliente lo richiede, a patto che l’importo complessivo superi i 30 euro. A oggi la normativa non prevede alcuna sanzione per gli inadempienti, ma ad ascoltare Zanetti anche su questo potrebbero presto arrivare novità dal Governo: il tavolo di lavoro costituito sul tema dal ministero dello Sviluppo assieme a Banca d’Italia e dicastero delle Finanze, ha detto, «potrà anche essere l'occasione per valutare la possibile introduzione di sanzioni o interdizioni in caso di inadempienza».

 

 

 

 

 

Fonte: consulcesi