Fofi: il ruolo del farmacista per i diabetici

Redazione DottNet | 04/03/2015 16:14

Il farmacista può essere una figura importante oltre che per consigliare il paziente su una terapia anche a verificare la sua aderenza alla stessa. Lo ha affermato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi) durante il convegno 'Diabete. L'era della tecnologia intelligente' ieri a Roma.

''Il farmacista è una figura importante - ha spiegato - ha il vantaggio di essere il professionista intercettato dal cittadino quando sceglie di chiedere aiuto. C'è un tema importante di aderenza alle terapie, se lo Stato mette a disposizione medici di medicina generale, specialisti, visite diagnostiche, e poi una terapia, questo insieme di spese non può vanificarsi di fronte al fatto che il paziente non è aderente''. A questo punto, ha spiegato Mandelli, si può inserire il farmacista. ''Il farmacista è importante come educatore sanitario ma anche per esplorare il fronte nuovo dell'aderenza alle terapie - ha sottolineato -. Noi stiamo facendo uno studio in 15 macroaree regionali insieme all'università del Kent, per capire come il professionista può influire e per dare anche una valutazione economica a questo intervento. Questo è importante anche in una patologia come il diabete''. Le innovazioni tecnologiche nel campo del diabete, ha sottolineato Marco Rondini della commissione Affari Sociali della Camera, possono portare a grandi risparmi. ''L'innovazione tecnologica è un elemento chiave - ha affermato - ma deve trovarsi nelle mani di un paziente consapevole. Deve fare i conti con un'esigenza di finanza pubblica, ma alla fine un investimento oggi sull'innovazione tecnologica permette un risparmio domani nella cura dei pazienti''.

 

 

Fonte: fofi

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