No alle sanzioni a chi non ha il pos: protestano i professionisti

Professione | Redazione DottNet | 09/03/2015 16:28

Ai professionisti le sanzioni elevate a coloro che non si dotano nei loro studi del bancomat non vanno giù. I primi a scendere in campo sono gli architetti, a cui presto potrebbero aggiungersi le altre categorie, con in prima fila i medici, i più interessati - come numero - al provvedimento.

 

"Ingiusta, anacronistica, punitiva e inutile" è, infatti, per il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori la possibilità che, secondo il disegno di legge 1.747, in discussione al Senato, i liberi professionisti che non si siano dotati di Pos vengano sospesi dalla loro attività e sanzionati con un'ammenda fino a 1.500 euro. "Ingiusta perché si basa sul presupposto e sul pregiudizio che tutti i liberi professionisti siano evasori fiscali; anacronistica perché impone un'attrezzatura informatica già superata dalla fatturazione elettronica e dai pagamenti effettuabili via smartphone", si legge in una nota, e "punitiva perché, per quanto riguarda gli architetti, costi e sanzioni, andranno a colpire giovani che, come dimostra la ricerca del Cresme sullo stato della professione, hanno redditi mensili che oscillano tra 500 e 1.000 euro, frutto della emissione, nella migliore delle ipotesi, di non più di 10 fatture annue".

 

E, ancora, puntualizza l'Ordine, "inutile", visto che "non costituisce in alcun modo un deterrente nei confronti dei pagamenti in nero e dell'evasione fiscale". Viceversa, chiariscono gli architetti, "l'imposizione della 'macchinetta' Pos sembra avere tutte le caratteristiche di un favore ai suoi produttori e gestori, a scapito di milioni di professionisti. Sembra evidente che per il senatore Aiello, che ha presentato il Ddl, i liberi professionisti non facciano parte della categoria dei consumatori e, in fase elettorale, le campagne del suo partito per affermare il ruolo dei professionisti nell'economia e nel lavoro siano state solo parole al vento".

 

 

“Abbiamo sempre sostenuto che oltre alle sanzioni servivano gli incentivi, sollecitando le istituzioni per un provvedimento che andasse in questa direzione. E proprio per questo motivo il Ddl n.1747 può segnare la vera svolta per incentivare l’utilizzo del Pos”. Consulcesi Group ritiene che il documento presentato di recente in Senato possa completare, una volta per tutte, la legge 15 del 27 febbraio 2014.  L’obbligo entrato in vigore dal 30 giugno dello scorso anno non ha infatti trovato la diffusione capillare che ci si aspettava perché priva di sanzioni e incentivi. Attraverso il Disegno di Legge presentato dal senatore Piero Aiello quale primo firmatario si chiude proprio questa falla, puntando prima di tutto sulla premialità attraverso appunto l’introduzione di detrazioni ma a fronte della proposta d'inserire sanzioni per gli inadempienti


 

Anche i medici tutelati da Consulcesi Group, che solo in Italia sono oltre 60mila, sembrano essere convinti che la strada giusta sia quella degli incentivi: “Il Ddl presentato in Senato – commenta il presidente del Gruppo Massimo Tortorella – ci sembra contenere quei requisiti fondamentali per garantire il perfetto equilibrio di diritti e doveri tra professionisti e consumatori. Tenendo il polso della categoria abbiamo avuto subito riscontri positivi da parte degli operatori sanitari e crediamo che una normativa sensata possa agevolare l’applicazione della legge. Come già sosteniamo da tempo, ora puntiamo sulle nuove tecnologie: e, su questa strada, proprio i nostri medici hanno scelto Doctorpay”.


 

Oltre a sollecitare le istituzioni sul tema infatti, con la consulenza dei suoi oltre 60mila medici Consulcesi ha creato una soluzione che consentisse ai professionisti sanitari – e non solo – di adeguarsi alla legge sfruttando le nuove tecnologie a condizioni vantaggiose. Attraverso la partnership con Moneynet, si è messo quindi a loro disposizione uno strumento innovativo, che garantisce transazioni alle migliori condizioni, senza costi di canone e attivazione; in più – grazie allo smartphone – si consente di accettare pagamenti ovunque ci si trovi. Una serie di fattori che hanno portato già migliaia di medici a sceglierlo.


 


 

Fonte: Ordine architetti,  consulcesi

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