Tre milioni gli italiani con tumore. Ma aumentano le guarigioni

Redazione DottNet | 09/03/2015 18:47

Sono sempre di più le persone in Italia che hanno ricevuto una diagnosi di tumore, tanto che quest'anno si toccherà la cifra di tre milioni, con un aumento del 20% in 5 anni, ma a differenza di un passato non troppo lontano la notizia di un cancro non equivale più a una condanna a morte.

Un quarto di questi, spiega il rapporto Airtum presentato a Roma, ha vissuto già abbastanza a lungo con la malattia da dirsi guariti. Il rapporto è stato stilato sulla base dei 45 registri dei tumori italiani, che coprono il 53% della popolazione, da cui poi sono stati estrapolati i dati per la popolazione generale, e per la prima volta ha calcolato anche quanti anni dopo la diagnosi sono necessari per potersi dire guariti. Per i tumori alla mammella, ad esempio, la cifra è pari a 20 anni, e quindi anche se secondo le proiezioni oltre il 50% delle 600mila donne che oggi hanno questo cancro guariranno al momento ad aver 'tagliato il traguardo' è solo il 16%. Molto più basso il tempo necessario per guarire da un tumore al testicolo o della tiroide, meno di 5 anni, mentre per il 'big killer' degli uomini, quello della prostata, il periodo è 20 anni, mentre la percentuale di quelli che guariranno è del 40%.

 

 

Ancora migliore del dato dei guariti è quello sui cosiddetti 'lungosopravviventi', quelli cioè che hanno la diagnosi da più di cinque anni, che sono il 60% del totale. I numeri sono confortanti, ha sottolineato Francesco De Lorenzo, presidente della federazione delle associazioni di volontariato in Oncologia (Favo), ma lo scenario che delineano non è privo di problemi. ''Questa è la conferenza che ci consente di dire che abbiamo superato lo stigma 'cancro uguale morte' - ha sottolineato - è ora di fare battaglie affinchè le persone guarite possano contrarre un mutuo, fare un'assicurazione, trovare un lavoro. Serve una battaglia sociale, per garantire ai malati guariti innanzitutto il diritto alla riabilitazione''.

 

 

Per riuscire ad aumentare la sopravvivenza, ha sottolineato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, occorre puntare decisamente sulla prevenzione, ''che non deve essere più una parolaccia ma un mantra'' e sulla diagnosi precoce per diminuire il numero di nuovi casi. A chi scopre di avere il cancro poi, serve un rapido accesso ai nuovi farmaci, anche se il loro costo è elevatissimo. ''Un sistema come il nostro - ha spiegato - deve essere in grado di garantire a tutti l'accesso a questi farmaci in modo universalistico che o ti guariscono o ti aumentano in modo eccezionale l'aspettativa di vita''. A incidere sulla speranza di guarigione, hanno sottolineato gli esperti dell'Airtum, che ha realizzato il rapporto su 50 tipi di cancro insieme al Cro di Aviano, alla Regione Veneto e all'Iss, sono oltre al tipo di tumore anche l'età alla diagnosi, con il 35% dei pazienti che ha più di 75 anni, mentre la distribuzione dei sessi è più alta per le donne, 45 a 55%.

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