L'importanza delle farmacie rurali: per loro priorità nella riforma

Redazione DottNet | 16/03/2015 14:41

Le farmacie rurali sono un presidio sanitario importante, da tutelare e valorizzare facendone veri e propri centri sociosanitari al servizio del Ssn. Che, a sua volta, va rinnovato riportandone il timone al centro, perché non si può procedere a velocità differenti a causa delle disparità regionali.

Lo ha detto  Federico Gelli, responsabile Sanità del Pd e componente della commissione Affari sociali della Camera che ha annunciato la riforma della Sanità. «Un testo ancora non c’è e molti ragionamenti vanno ancora fatti» spiega Gelli a Filodiretto «ma l’esigenza di una riorganizzazione comunque si avverte: non dimentichiamo che l’ultima riforma del Ssn risale a più di 15 anni fa e da allora molte cose sono cambiate».

 

E nella nuova Sanità le piccole farmacie troveranno uno spazio importante: «Si dovrà partire dalle ricchezze che già ci sono» conferma Gelli «e le farmacie rurali sono certamente tra queste, perché garantiscono capillarità e diffusione. L’obiettivo è di farne un presidio sociosanitario di riferimento alle popolazioni delle zone disagiate grazie anche a un intenso ricorso a ciò che offre la tecnologia: Cup, che già c’è, telediagnosi, teleassistenza eccetera».
Non solo: questo nuovo ruolo accomunerà le piccole farmacie di tutto il Paese, perché l’intenzione del Governo è quella di fare tabula rasa delle differenze regionali «Con un emendamento a mia firma» ricorda Gelli «è già stato sancito nella riforma del Titolo V che spettano allo Stato le disposizioni generali e comuni in materia di salute e assistenza sociale. Si supera così il principio della legislazione concorrente e si lascia alle Regioni la sola competenza organizzativa. Il servizio farmaceutico, in altri termini, rientra saldamente nel perimetro del governo centrale». Per la farmacia dei servizi sarebbe tutta un’altra prospettiva

 

fonte: filodiretto