Medici in campo contro l'assenteismo. Gli 007 dell'Inps già al lavoro

Professione | Redazione DottNet | 17/03/2015 19:01

Contro l'assenteismo ci saranno anche i medici. I camici bianchi saranno in prima linea per scoprire i finti malati e i furbetti del certificato mettendo in campo strategie e tecniche per sconfiggere la piaga della pubblica amministrazione.

Per il momento sono 1200 gli agenti segreti schierati per ridurre l'assenteismo nella pubblica amministrazione. E molti di questi sono medici. Grazie ad un emendamento al disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione, governo e Parlamento hanno deciso il passaggio all'Inps dei controlli sui dipendenti pubblici oggi affidati all'Asl. I primi controlli sono già scattati e a quanto pare i medici fiscali si danno un gran da fare per portare alla luce i "furbetti" dell'assenteismo. Certo, bisogna avere l'occhio clinico, una caratteristica che solo un medico può vantare. A volte basta solo uno sguardo: il medico, per esempio, verifica come il dipendente si toglie via un maglione. Se lo fa con scioltezza probabilmente c'è qualche contraddizione con una patologia che magari interessa la spalla. Ma il grande fratello messo in campo dall'amministrazione pubblica non si ferma qui.

 

 

A dare il via al nuovo corso è stata l'Agenzia delle Entrate che ha varato una sorta di regolamento dedicato alla delazione. Per ora è ad uso interno, ma c'è chi giura – e Raffaele Cantone lo ha in effetti confermato - che sarà esportato verso la stragrande maggioranza degli enti pubblici, comprese ovviamente le Asl e gli ospedali. La procedura, che prevede forme di tutela per chi invia le segnalazioni, è contenuta in un manualetto di 14 pagine. La ''numero 1'' dell'Agenzia, Rossella Orlandi, l'ha accompagnato con una lettera ai propri dipendenti pubblicata sull'intranet. ''Il messaggio - ha scritto - è: noi contro la corruzione''. La filosofia dell'operazione è scritta nera su bianco: ''Se intendiamo perseguire davvero la lotta all'illegalità fiscale, noi per primi dobbiamo essere l'emblema della legalità e dell'onestà che quell'impegno domanda. Nessuno deve nutrire dubbi su di noi né tanto meno sul nostro modo di operare, di servire il Paese. Il sonno dell'etica non ci è consentito, così come non c'e' permesso di optare per un sentimento d'onestà magari a tempo determinato, o peggio, a intermittenza''.

 

 

La lettera dell'Agenzia delle Entrate sulla procedura di Whistleblowing, attraverso cui si possono segnalare comportamenti scorretti da parte dei colleghi in assoluta riservatezza, dopo pochi giorni già è stata messa in pratica, sono infatti "arrivate delle comunicazioni". Così il direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, a margine di un convegno sulla fattura elettronica. In realtà, aggiunge "i colleghi lo facevano anche prima, magari con meno tutele e più preoccupazione", tanto che, fa sapere, "la mia mail istituzionale è sempre piena di comunicazioni da parte di tutti i collegi d'Italia perché sanno di potersi rivolgersi a me". "Io credo che la mia amministrazione sia trasparente con tante professionalità validissime, lo dimostrano i numeri e quello che riusciamo a fare, ma come in tutte le amministrazioni ci possono essere delle frange di comportamenti inopportuni o addirittura illeciti", spiega Orlandi. Anche perché, sottolinea, "non è pensabile che su 41 mila soggetti tutto si possa individuare da solo".

 

 

Quindi, riassume, "chi è a conoscenza di elementi inopportuni è invitato e tutelato affinché lo dica". Per la numero uno delle Entrate "un collega che si ribella a un comportamento disonesto di un altro, passato sottotraccia, è una persona con un grande senso civico". E riflette: "molti direbbero chi me lo fa fare ma io credo che la gente debba cominciare a metterci la faccia, noi gli abbiamo fornito vari canali per potere entrare in contatto con un team ristrettissimo di persone serie che valuterà ognuna delle singole denunce o informazioni che arriveranno e le valuterà in contradditorio, anonimo se vuole". Comunque, chiarisce Orlandi, "noi siamo quelli che non vogliono spazzare la polvere sotto il tappeto e se c'è un pochino di polvere, io credo di averne poca, la spolveriamo fuori". Insomma, evidenzia, "se ci sono persone che hanno il senso civico di denunciare li ringrazio e dovrebbero essere ringraziate da tutti i cittadini, perché quelli che si fanno i fatti propri in questo paese sono già troppi".

 

 

L'annuncio dell'attivazione del Whistlerblowing era stato dato dalla stessa Orlandi e dal commissario anti-corruzione Raffaele Cantone a L'Aquila, un posto tristemente evocativo di come la corruzione si insinui nelle tragedie, sradicando il vivere sociale. L'iniziativa piace al commissario anti-corruzione: ''Iniziativa utile e da estendere'', commenta spiegando che anche l'autorità ha iniziato a ricevere segnalazioni. Ora i dipendenti hanno a disposizione una e-mail e un apposito spazio sulla pagina intranet, che arriva ad un team ristretto impegnato sull'anticorruzione. Ovviamente è tutto regolato nel dettaglio. Le segnalazioni non possono riguardare ''rimostranze di carattere personale o richieste che attengono alla disciplina del rapporto di lavoro o ai rapporti con i superiori o altri colleghi''. Le indicazioni devono essere attente, magari corredate di documentazione, sicuramente in buona fede. Non bisogna per forza avere prove di tipo penale e si possono segnalare anche comportamenti e irregolarità di gestione.

 

 

Qualche esempio? Accessi indebiti agli archivi informatici, irregolarità nell'uso del badge per le presenze, rapporti o contatti ricorrenti con uno stesso consulente, richieste o interessamenti reiterati da parti di colleghi su specifici fascicoli. L'indicazione delle generalità di chi denuncia non è obbligatori ma - è scritto nella mini-guida - ''si auspica il ricorso a segnalazioni nominative in coerenza con le finalità del Whistleblowing che è quella di dare espressione al senso civico di ogni dipendente''. In ogni caso sono previste forme di forte protezione: le informazioni saranno criptate e solo pochissimi vi avranno accesso. Chi fa segnalazioni avrà la tutela dell'anonimato, anche nel caso in cui scatti una denuncia penale. A farla sarà l'amministrazione. Con una sola deroga: il superamento dell'anonimato sarà possibile solo quando questo impedisce la difesa di chi è invece accusato.

 

 

Fonte: interna

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