Ddl concorrenza: c'è ampio margine di correzione

Farmacia | Redazione DottNet | 23/03/2015 14:36

Il ddl concorrenza non è un decreto ma un disegno di legge, quindi nel corso dell’iter parlmentare ci sarà tutto il tempo di introdurre paletti che «preservino la professionalità del farmacista, prevengano i “cartelli” ed evitino filiere patologiche» come in altri Paesi.

E’ quanto ha detto Raffaele Calabrò, componente della commissione Affari sociali della Camera, nel suo intervento al convegno organizzato giovedì a Roma da Federfarma Lazio sul tema “Farmacia italiana: modello funzionale per la salute dei pazienti”. Per il deputato dell’Ncd la prima bozza del ddl concorrenza era «preoccupante» perché portava la ricetta fuori della farmacia e interveniva sulla pianta organica, con l’obiettivo di smantellare il servizio farmaceutico. La norma sull’ingresso del capitale nella titolarità, ha continuato Calabrò, preoccupa di meno perché – a parte la possibilità di ritocchi – assicura ai farmacisti qualche vantaggio in termini di risparmi di scala, maggiore efficacia, ricapitalizzazione delle farmacie attualmente in difficoltà.



Considerazioni positive sul ddl anche da Federico Gelli, responsabile sanità del Pd, secondo il quale il sistema non ha bisogno di liberalizzazioni perché non è chiuso, come dimostra il fatto che sul territorio stanno per aprire 3.000 farmacie. Per Emilio Croce, presidente dell’Ordine di Roma e dell’Enpaf, va evitato che le Camere approvino il ddl nell’attuale stesura, perché si renderebbe indispensabile la modifica di una lunga serie di norme, approvate dai tempi di Giolitti in poi, tutte coerenti tra loro. E scettico sulla efficacia dei paletti si è detto l’economista Fabrizio Gianfrate, moderatore dell’incontro, che ha espresso parere nettamente contrario all’ingresso del capitale nella farmacia.



Ma a Roma non si è parlato solo di ddl concorrenza. Claudio Montaldo, presidente del Comitato Sanità della Conferenza delle Regioni, ha ricordato che l’Atto di indirizzo per il rinnovo della Convenzione farmaceutica è stato trasmesso dal ministero della Salute al Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’esame previsto dalla procedura. Sia la convenzione con le farmacie che quella con i medici di medicina generale, ha continuato Montaldo, sono in via di elaborazione in linea con l’articolo 5 del Patto della Salute, che prevede lo sviluppo dei servizi territoriali. Si tratta di confinare all’ospedale le acuzie e di spostare sul territorio cura e presa in carico dei pazienti. In questa ottica - condivisa dal presidente Chiamparino e da altri responsabili regionali, ha ricordato il presidente del Comitato di settore - non era possibile pensare a una liberalizzazione della pianta organica e della fascia C, perché sarebbero state misure in contraddizione con l’idea stessa di farmacia dei servizi. Per raggiungerla – ha aggiunto Montaldo – sono in preparando insieme al ministero Salute norme che consentano alla Convenzione di prevedere servizi correlati alla presa in carico dei pazienti . «Siamo a disposizione per trattative veloci per il rinnovo» e a tal fine è importante trovare convergenze tra esigenze di salute e di risparmio perché la Sanità non è ancora economicamente a posto e, malgrado i tagli, servono maggior efficienza e appropriatezza» ha osservato Montaldo, che vede la dpc come uno strumento da sviluppare, anche a salvaguardia della farmacia, e auspica minori differenze regionali nella sua retribuzione.



Franco Caprino, presidente di Federfarla Lazio, ha illustrato i risultati in termini di risparmio per la Regione (con la spesa per le eritropoietine ridotta da 51 a 31 milioni) e di soddisfazione per l’utente, del sistema di dpc attivato grazie alla sensibilità del presidente Zingaretti, che ha riconosciuto il valore del ruolo della farmacia. Il presidente di Federfarma Lazio e Roma, esprimendo preoccupazione per l’ingresso del capitale e per le spinte verso l’uscita della ricetta dalla farmacia, ha ribadito l’impossibilità di operare in presenza di continue modifiche normative, senza poter programmare.

 

 

fonte: federfarma

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