Pos negli studi, tra le sanzioni anche la sospensione dell'attività

Professione | Redazione DottNet | 23/03/2015 19:27

Sanzioni, anche pesanti, per i medici – e per tutti i professionisti - che non utilizzano il Pos: se ne discute alla Commissione Finanze del Senato ma intanto i commercialisti chiedono prima il credito d'imposta.

Il disegno di legge, assegnato nei giorni scorsi alla Commissione Finanze del Senato, che punta a introdurre pesanti sanzioni per i professionisti, tra cui i medici, ancora sprovvisti di Pos, accende le polemiche. Pietra della discordia sono in primo luogo le pene previste dalla norma, come ad esempio la sospensione dell'attività dei professionisti che non dovessero mettersi in regola. Ma le categorie interessate trovano grave che continui ad essere del tutto ignorato il tema dei costi per gli studi legati proprio all'introduzione del Pos. Il vicepresidente nazionale dell'Ordine dei commercialisti Davide Di Russo afferma “Non siamo pregiudizialmente contrari, in linea di principio, alla previsione di talune sanzioni, ma che lo si lo si faccia almeno solo dopo aver introdotto quel credito d'imposta che i commercialisti chiedono da tempo per alleggerire il peso economico di una operazione che ricade totalmente ed indiscriminatamente sugli studi dei professionisti italiani, a vantaggio del sistema bancario”.

 

 

Di Russo spiega anche che la previsione di una detrazione dall'imponibile reddituale del costo percentuale di ciascuna transazione eseguita con il Pos, non può essere definita, come fa il disegno di legge, un'agevolazione fiscale per i professionisti, "per il semplice motivo che si tratta di costi inerenti all'attività professionale e quindi ovviamente deducibili". L'iniziativa normativa, pertanto, a giudizio del numero due del Cndcec è "l'ennesima dimostrazione di come si continui ad eludere sistematicamente il tema delle difficoltà economiche in cui versano i professionisti italiani, ulteriormente accresciutesi in questi anni di crisi", laddove in questi anni "grazie alla realizzazione del fisco telematico, l'amministrazione finanziaria ha risparmiato alcuni miliardi di euro, che corrispondono ad un costo, probabilmente di pari entità, che si è scaricato sui Commercialisti italiani", chiude Di Russo.

 

 

Fonte: ordine commercialisti

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