Puglia, medici in agitazione contro la ricetta elettronica

Redazione DottNet | 24/03/2015 14:23

La ricetta digitale in Puglia non va. E i medici di famiglia minacciano scioperi a causa delle incombenze legate alla dematerializzazione delle ricette. Il Sisar, il sistema socioinformativo regionale destinato a fare da infrastruttura telematica della Sanità pugliese, continuerebbe a provocare rallentamenti che complicano anziché snellire il lavoro dei generalisti, tanto che dalla Fimmg regionale è già partita la richiesta di far passare le ricette dal Sac (il portale di Sogei) anziché dal sistema regionale.

Ma soprattutto, i medici lamentano il mancato rispetto degli impegni: l’amministrazione aveva promesso che avrebbe coperto di tasca propria i costi degli adeguamenti informatici ma, come spiega il segretario regionale della Fimmg, Filippo Anelli, i soldi sono finiti e ora le software house hanno cominciato a chiedere ai generalisti canoni annuali di 230 euro più Iva. «Per due anni la Regione ha rimborsato a pioggia drogando il mercato, oggi ci troviamo davanti a prezzi che non hanno nessuna corrispondenza con il mercato».



E così i generalisti hanno ricominciato a sventolare minacce di agitazione come a ottobre, quando era stata data luce verde alla ricetta elettronica. L’amministrazione, dal canto suo, ha ricordato che i medici prendono già 900 euro all’anno per l’indennità informatica, ma la Fimmg ha replicato stizzita che questi soldi non sono per la dematerializzazione. «E in ogni caso, il Sisar continua a dare problemi e allunga i tempi di lavoro». Tant’è vero che ancora oggi, a prescrivere digitalmente rimane quel centinaio di medici che l’anno passato aveva portato avanti la sperimentazione.

 

fonte: federfarma