Farmaci online: ancora incertezze e tempi lunghi

Redazione DottNet | 25/03/2015 14:23

Mancano ormai tre mesi al primo luglio, data dalla quale anche in Italia farmacie ed esercizi di vicinato potranno vendere on line Sop e Otc. Ma tutto è ancora molto fumoso.

Molte sono le incertezze che, ancora oggi, rendono aleatorio il via libera all’e-commerce. Basta andarsi a rileggere il d.lgs 17/2014 con cui, nel febbraio dello scorso anno, l’Italia aveva recepito la direttiva europea 2011/62/Ue su vendite on line e contraffazione: le farmacie che vogliono dotarsi di un sito dal quale commercializzare medicinali (senza obbligo di ricetta, perché sugli etici rimane il divieto assoluto all’on line) dovranno chiedere un’autorizzazione alla Regione competente per territorio, avranno l'obbligo di riportare su tutte le pagine del sito il logo identificativo del ministero della Salute e infine dovranno linkare tale logo al portale dello stesso Ministero, dove verrà riportato l’elenco delle farmacie e degli esercizi di vicinato autorizzati al commercio elettronico.



Ed è proprio da qui che arrivano le incertezze. A oggi, infatti, mancano all’appello logo e portale. E in più, nessuna Regione avrebbe ancora comunicato l’ufficio al quale le farmacie dovranno inviare le richieste di autorizzazione (unica eccezione l’Emilia Romagna, con una circolare del 28 ottobre scorso). L’unica cosa che al momento non manca all'appello  è il logo europeo approvato da Bruxelles nel giugno scorso, che gli Stati dovrebbero recepire e adattare entro un anno (ed ecco spiegato il perché della scadenza di luglio). Ma senza il portale del dicastero e con il solo logo europeo, è difficile che tra tre mesi possa scattare la luce verde per l’e-commerce dei farmaci.

 

«Io ritengo che l’Italia saprà adeguarsi per tempo» è il parere di Quintino Lombardo, esperto di legislazione farmaceutica e on line «ma fino a quando mancheranno logo e portale, dubito che le Regioni accetteranno eventuali richieste di autorizzazione». I due elementi, infatti, non sono semplici adempimenti formali ma misure di controllo dirette a tutelare il consumatore da truffatori e pirati informatici. E nella giurisprudenza europea» continua Lombardo «prevale l’orientamento secondo il quale eventuali inadempienze di uno Stato non devono ricadere sui cittadini. Ritengo dunque molto probabile che le Regioni respingeranno ogni eventuale richiesta di autorizzazione fino a quando diventeranno disponibili portale del Ministero e logo».

 

 

fonte: federfarma