Se un film parla di sanità, il messaggio deve essere corretto

Fiammetta Trallo | 26/03/2015 13:20

Radiografie in gravidanza. I fisici medici contro il film di Castellitto: «Scorretta comunicazione sui rischi delle radiazioni».

È bufera sul recente film di Castellitto “Nessuno si salva da solo”, l’episodio relativo alla decisione della protagonista di interrompere la gravidanza per il timore che le radiografie dentali a cui si era sottoposta prima di conoscere lo stato gravidico, avrebbero potuto provocare danni al feto.

I film sono tali quando non sono tratti da storie vere. Possono però influenzare l’opinione pubblica e un messaggio non corretto, come quello che si evince dalla trama del film; può condizionare la scelta di altre donne per motivi analoghi e comunque alimentare timori ingiustificati.

La salute è una cosa seria e non a caso gli organi competenti vigilano e si fanno sentire quando è necessario. L’Associazione Italiana di Fisica Medica (Aifm) ha chiarito che sebbene sia meglio posticipare gli accertamenti radiologici a fine gravidanza, le dosi delle radiografie diagnostiche, ed in particolare della bocca, non inducono malformazioni del nascituro come dimostrato da numerosi studi scientifici e da anni di pratica ed esperienza clinica.

Nella pratica ginecologica capita di frequente che all’indomani di una radiografia diagnostica, della bocca come per la protagonista del film, si scopra che il test di gravidanza è positivo. È normale essere preoccupate ma il consulto medico-ginecologico è sempre tranquillizzante, e non può che essere così.

Le donne più ansiose possono però far controllare le lastre eseguite per calcolare la dose di assorbimento, che se inferiore a 1 rad, non crea nessun pericolo per il feto.

Nessun ginecologo firmerebbe mai una richiesta di IVG per questo motivo.

In tutti gli ambulatori di radiologia e negli studi odontoiatrici sono esposti cartelli con l’avvertenza di ricordare alle donne di segnalare un presunto stato gravidico.

In gravidanza, poi, esiste la legge del “tutto o nulla”. Cosa vuol dire?

Entro le prime sei settimane di gravidanza calcolate dalla data dell’ultima mestruazione ovvero entro le prime quattro settimane dalla data del concepimento, qualsiasi fattore di rischio: virus, sostanza tossica, radiazione e quant’altro induce aborto ma non induce malformazioni. Solo dopo la sesta settimana finita, inizia la differenziazione dei tessuti embrionari ed eventuali “insulti all’embrione” possono provocare danni irreversibili.

In conclusione come ginecologa, che prima o poi andrà a vedere il film, posso affermare che quando una donna veramente desidera un figlio, anche se non coscientemente cercato, non vi rinuncia per una lastra dentale soprattutto se ha un buon rapporto di coppia. Cosa che, invece, non sembra esserci tra i protagonisti del film.

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