Lorenzin, 10 miliardi per la medicina difensiva. Ecco la Commissione

Redazione DottNet | 26/03/2015 16:29

Ogni anno 10 miliardi di euro vanno in fumo per la cosiddetta 'medicina difensiva', con prestazioni, esami e farmaci prescritti dai medici ma non necessari o al contrario con procedure evitate anche se necessarie per paura di una denuncia in caso di esito infausto. Lo ha sottolineato il ministro della salute Beatrice Lorenzin, che ha istituito e presentato oggi una commissione sul tema.

L'organismo consultivo, presieduto dal presidente del Consiglio Nazionale Forense Guido Alpa (clicca qui per leggere l'elenco completo) e formato da giuristi e medici del settore, aiuterà il lavoro del Parlamento, dove sono stati presentate sette proposte di legge in merito soprattutto alla responsabilità dei medici in caso di contenzioso. ''Il problema - ha sottolineato Lorenzin - è garantire il paziente e la sua capacità di essere risarcito per un danno, lasciando però un maggiore respiro al professionista. Le cifre della medicina difensiva sono preoccupanti, la peggiore è quella che indica che la grande maggioranza dei medici pensa che in futuro aumenterà''.



Le cifre fornite durante la presentazione (clicca qui per vedere le slide), frutto di diversi studi, parlano di un 77,9% dei medici che ammette di aver avuto comportamenti di medicina difensiva nell'ultimo mese, e di una percentuale simile che è convinta di avere un rischio maggiore di procedimenti giudiziari rispetto al passato, mentre la percentuale che ammette di aver evitato procedure rischiose sui pazienti per paura di azioni legali è del 14%. ''Un aspetto rilevante è quello della copertura assicurativa - sottolinea Alpa - abbiamo delle statistiche delle conciliazioni che in materia di responsabilità medica sono scoraggianti. Le assicurazioni non si presentano alla conciliazione, che dovrebbe impedire la lite, e costringono il medico ad andare a processo. Il nostro lavoro sarà molto difficile ma non impossibile''

La commissione

i costi della nedicina difensiva

 

fonte: ministero salute