La metà dei pediatri usa piante medicinali, ma pochi sono formati

Redazione DottNet | 26/03/2015 15:48

Circa il 50% dei pediatri utilizza i fitoterapici, prodotti a base di piante medicinali, per curare disturbi frequenti ma considerati di lieve entità come la tosse, disturbi del sonno, coliche gassose, o disturbi della pelle nei bambini, ma solo il 10% ha una formazione ad hoc.

Questa la stima di alcuni pediatri Fimp(Federazione italiana medici pediatri), che per provare a diffondere un utilizzo corretto e sicuro di questi prodotti, utili soprattutto se mancano i farmaci 'gold standard',quelli più adatti alla cura di un disturbo, hanno aggiornato alcune linee guida del 2008. Tra le raccomandazioni l'utilizzo esclusivo di prodotti vegetali che abbiano una lunga tradizione d'uso e su cui siano stati fatti studi clinici sui bambini, la necessità che siano titolati e standardizzati in principi attivi e che la somministrazione dei prodotti che contengono alcol sia ridotta al minimo. Da evitare, se non sotto controllo medico,anche l'utilizzo di oli essenziali e i prodotti provenenti da Paesi la cui legislazione non offra garanzie di sicurezza. "A fronte di una forte richiesta delle famiglie manca una conoscenza diffusa tra i pediatri dei fitoterapici, su dosaggi adeguati, interazioni ed effetti indesiderati" spiega Vitalia Murgia, tra le autrici delle linee guida, che evidenzia anche che "il 95% di questi prodotti e' commercializzato sotto forma di integratore alimentare e assoggettato alle norme del settore alimentare". Mentre Domenico Careddu, altro autore delle linee guida, mette in guardia sul fai- da-te. Le mamme in molti casi tendono infatti a utilizzare questi rimedi senza parlarne col medico, con potenziali rischi o nessun beneficio perché, come spiega Murgia "magari si sbaglia la pianta o si selezionano prodotti di scarsa qualità sul web".

 

 

fonte: fimp